giovedì 22 aprile 2010

PAROLE

IN MONTAGNA SI PUÒ...

In montagna si può ridere, correre, parlare con gli
amici; si può ascoltare la musica dei Pink Floyd e di
Albinoni, fischiettare la Carmen; in montagna si può
fare all’amore, si può essere tristi, e anche pensare.

In montagna si può mangiare la polenta con il latte,
organizzare una partita di calcio tra valligiani e cittadini,
dormire senza pensieri, si può scrivere alla ragazza.

In montagna si può ascoltare il silenzio, passare il
Capodanno in una baita con tanti amici, si possono
raccogliere minerali, e gettare sassi in un ruscello.

In montagna si può prendere il sole sdraiati su di una
cima, leggere un romanzo di Buzzati o un giallo di Le Carrè,
si possono fotografare le nuvole o gli stambecchi.

In montagna si può giocare a briscola, raccogliere erbe
medicinali; si può arrampicare e sciare, percorrere nuovi
sentieri, costruire un tavolo di legno.

In montagna, dunque, si possono fare tutte le cose che
si fanno in città e se ne possono fare anche molte altre,
più divertenti.

Molti invece in montagna ci vanno per arrabbiarsi, per
litigare, per bestemmiare, per non guardare in faccia i
vecchi amici, per dormire preoccupati la notte, per
soffrire, per rischiare.

In montagna si può fare quello che si vuole.

Carlo Possa
“Lo Scarpone”, 1976

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quando l'amore della vita mia scrive simpatiche parole sono sempre in paradiso, non importa si sono in montagna o qualsiasi altro luogo.