domenica 7 giugno 2026

MARCHE - I BORGHI

 


SECONDA PARTE


Ecco la seconda parte delle foto dedicate alla visita della Rocca di Gradara. La prima parte l'avevo conclusa con un scatto dedicato alla PALA DI GIOVANNI SANTI padre del celeberrimo Raffaello Sanzio e rappresentante la Madonna sul trono con il Bambino attorniata dai Santi Stefano, Sofia, Giovanni Battista, Michele Arcangelo che altri non sono che i protettori delle antiche 4 parrocchie del paese. 

🏰 Oltre le Mura di Gradara: Viaggio nelle Stanze del Mito
Benvenuti nel castello che fece da cornice all'amore proibito più famoso della letteratura. Oggi vi porto oltre il ponte levatoio della Rocca di Gradara, esplorando le sue stanze più intime e segrete.
La prima sala che vi voglio far conoscere è LA SALA DEL MASTIO.

Questa sala è la parte più antica e difensiva della Rocca di Gradara. Caratterizzata da una porta originale e ripide scale in legno (un tempo rimovibili in caso di assedio), la sala presenta sul soffitto una botola che anticamente conduceva alla Sala del Torreggiano.



La prossima sala è LA SALA DI SIGISMONDO E ISOTTA
La Sala di Sigismondo e Isotta era originariamente di dimensioni più modeste, mentre oggi è il frutto dell’unione di più stanze, una delle quali nel Settecento era adibita a cappella.
Il fregio che corre senza soluzione di continuità alla base del maestoso soffitto ligneo è decorato con volti effigiati dei due coniugi Sigismondo e Isotta mentre Il soffitto, elegantemente dipinto in rosso, azzurro e oro, presenta una decorazione a finti cassettoni e fu terminato nel 1927 come indica un graffito nella cornice.



Proseguiamo con la visita. La prossima stanza è LA SALA MALATESTIANA.
La Sala Malatestiana è un ambiente ricco di suggestione. La Sala presenta un fregio ad archetti tangente al soffitto, dipinto tra il 1921 e il 1923, in cui si possono ammirare i motivi araldici della famiglia Malatesti e dove è riportato il motto «tempus loquendi tempus tacendi», iscrizione tratta dall’Ecclesiaste e voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesti sul sepolcro della moglie Isotta degli Atti. Ecco qualche scatto


Le prossime sale sono LA SALA DEL LEONE SFORZESCO e LA SALA DEL CARDINALE.
La Sala del Leone prende il nome dalla decorazione delle pareti in cui sono raffigurati il leone rampante e le ali di drago, emblemi degli Sforza da Cotignola, che governarono Pesaro tra il 1445 e il 1512.
La Sala del Cardinale è chiamata così perché, secondo la ricostruzione fatta ad inizio Novecento dallo Zanvettori, essa avrebbe dovuto ospitare personalità di rango ecclesiastico.



Continuiamo con la visita. Le prossime camere sono LA CAMERA DEI PUTTI  e LA CAMERA ROSSA.
la Sala dei Putti prende il nome dalle scene dipinte sulle pareti che raffigurano, entro riquadri,  Giochi di Putti. 
La Sala Rossa prende il nome dal colore predominante dei tessuti che la decorano. Importante è il letto a baldacchino che presenta alla sommità delle colonne due aquile scolpite e che risale a manifattura emiliana del XVII secolo.





Concludo la visita della rocca con 
uno degli ambienti più suggestivi della Rocca: LA CAMERA DI FRANCESCA.
Per la realizzazione della sala Zanvettori ha preso ispirazione dalla tragedia dannunziana. Nella camera sono presenti tutti gli elementi del dramma, così come furono tramandati da Dante e Boccaccio: il leggio dove era posato il libro “galeotto”, i sedili e la botola, attraverso la quale avrebbe tentato di fuggire Paolo. Nella sala è presente il trittico con cornice originaria raffigurante la Madonna col Bambino fra sant’Agostino (?) e san Sebastiano mentre sulla parete opposta è un grande albero genealogico risalente al XVII secolo della famiglia Gonzaga, cui gli Sforza furono imparentanti tramite il primo matrimonio di Giovanni Sforza con Maddalena Gonzaga.



L'ALBERO GENEALOGICO

Concludo con questi scatti la seconda parte dedicata alla Rocca di Gradara. Nella terza parte pubblicherò le foto di altri ambienti quindi ritornate a trovarmi.
Grazie per la visita e mi raccomando .....


lunedì 1 giugno 2026

MARCHE - I BORGHI

 


PRIMA PARTE

🏰Se cercate un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, Gradara è la destinazione perfetta. Situato tra le verdi colline delle Marche, a pochi passi dal Mar Adriatico, questo borgo medievale è un vero gioiello di architettura militare e amore leggendario.

🛡️ La Rocca Malatestiana: Una Fortezza Inespugnabile

Il cuore pulsante di Gradara è la sua imponente Rocca, una delle strutture medievali meglio conservate d'Italia. Costruita a partire dal XII secolo dalla famiglia Malatesta, la fortezza domina il borgo con le sue mura possenti, i camminamenti di ronda e il maestoso mastio. Passeggiare lungo le sue mura significa fare un salto indietro nel tempo, tra torri di guardia e cortili nascosti.




🚶 Passeggiata nel Tempo

Oltre la Rocca, il borgo di Gradara offre un'atmosfera unica. Le sue strette stradine acciottolate, i negozi di artigianato e le osterie tipiche vi inviteranno a perdervi tra scorci suggestivi e profumi di tradizione. È il luogo ideale per un weekend romantico o per una giornata alla scoperta delle radici del nostro passato.



LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La Chiesa di San Giovanni Battista si trova a ridosso della maestosa Rocca Malatestiana, proprio nel punto in cui le mura del castello si congiungono a quelle del borgo. Fondata a cavallo tra il I e il II millennio (risulta già menzionata nei documenti storici del 1290), la chiesa si presenta oggi con una facciata semplice in pietra dall'aspetto vagamente romanico e un campanile a base quadrata, che è stato ingegnosamente ricavato da una delle antiche torri di guardia posizionate ai lati del portale d'accesso alle mura del castello. All'interno, l'edificio conserva un'atmosfera intima e custodisce alcune opere di pregio, tra cui una tela dell'Assunta di scuola spagnola e un dipinto della Crocifissione. Tuttavia, il vero tesoro della chiesa è il celebre Crocifisso ligneo del XVII secolo, scolpito da Fra Innocenzo da Petralia. Questa scultura è nota per una particolarità ottica straordinaria e suggestiva: a seconda del punto da cui lo si osserva, il volto di Cristo sembra cambiare espressione, mostrandosi sofferente se guardato da sinistra, rilassato e in pace nel momento del trapasso se visto dal centro, e infine con le labbra socchiuse, quasi in procinto di parlare, se osservato da destra.

Ecco qualche scatto della chiesa e del Crocifisso.



IL CROCIFISSO


📖 Il Borgo dell’Amore: Paolo e Francesca

Ma Gradara non è solo pietre e battaglie. È famosa in tutto il mondo per essere stata la cornice della tragica storia d'amore tra Paolo e Francesca, immortalata da Dante Alighieri nel V Canto dell'Inferno. Le foto seguenti sono dedicate ai luoghi legati a questa leggenda, dalla Camera di Francesca al castello, dove si dice sia avvenuto il fatidico bacio.

Eccoci all'ingresso del castello.



IL CORTILE

In esso è possibile individuare le varie fasi di accrescimento della Rocca. La parte più antica è costituita dal mastio (preesistente ai Malatesta). Al mastio venne aggiunto, successivamente, il loggiato con i massicci pilastri e gli archi gotici realizzato al tempo di Pandolfo Malatesta. Infine vennero realizzate le due ali con archi a tutto sesto in cui gli stemmi di Giovanni Sforza testimoniano l'importante intervento del 1494.



LA PALA DI GIOVANNI SANTI

E' un'opera di Giovanni Santi, padre del celeberrimo Raffaello Sanzio, e rappresenta la Madonna sul trono con il Bambino attorniata dai Santi Stefano, Sofia, Giovanni Battista, Michele Arcangelo che altri non sono che i protettori delle antiche 4 parrocchie del paese. 

La tradizione storico-artistica ritiene che l'artista abbia inserito il proprio volto e quello della sua famiglia all'interno dei personaggi sacri. 

Nello specifico:

L'ipotetico Autoritratto: Il volto severo di San Michele Arcangelo (a destra) è considerato dalla critica il ritratto verosimile dello stesso Giovanni Santi.

Il volto di Raffaello: Nel Bambin Gesù si riconoscono i lineamenti del figlio neonato, il futuro maestro Raffaello Sanzio, che all'epoca dell'opera aveva appena un anno.

La città: Santa Sofia regge un modellino ligneo che raffigura la Gradara del Quattrocento.

Ecco il dipinto


Concludo con questa foto la prima parte degli scatti dedicati a Gradara e alla sua Rocca. Nel prossimo post pubblicherò le foto degli altri ambienti della Rocca.

Grazie per la vostra visita e mi raccomando .....