domenica 17 maggio 2026

MONZA - LA REGGIA E IL ROSETO



Benvenuti a Monza, la città che sa sussurrare storie di re e regine e, allo stesso tempo, incantare con la semplicità profumata di un fiore. In questo post vi porto alla scoperta di due tesori che si specchiano l'uno nell'altro, proprio alle porte del Parco cinto da mura più grande d'Europa.

L'itinerario di oggi è un viaggio sensoriale: partiamo dagli interni dorati della Reggia di Monza, testimone del potere asburgico e napoleonico, per poi tuffarci nella distesa colorata e fragrante del Roseto Niso Fumagalli, un angolo di paradiso che fiorisce proprio ai piedi del palazzo reale.

Incominciamo con le foto della bellissima Reggia.

La Villa Reale (conosciuta comunemente come Reggia) non è solo un edificio: è un'imponente dichiarazione d'eleganza neoclassica. Progettata dall'architetto Piermarini alla fine del Settecento, fu la residenza estiva della corte arciducale di Ferdinando d’Asburgo-Este e, successivamente, della famiglia reale italiana.

Se siete interessati a visitarla gli orari d'apertura sono: 
mercoledì-giovedì-venerdì (10:00-16:00, orario invernale) o (14:30-19:30, orario estivo dal 1° giugno). Sabato, domenica e festivi è aperta dalle 10:30 alle 18:30. Il Parco e i Giardini Reali sono a ingresso libero tutti i giorni. 

Iniziamo con qualche scatto dell'esterno.


Varcato l'ingresso ci si trova in un atrio noto come Atrio degli Staffieri, il punto di partenza per le visite guidate che conducono al Salone da ballo, alle sale di rappresentanza e agli appartamenti reali. 


Le prime due sale sono LA SALA DEI QUADRI e LA BIBLIOTECA.

La Sala dei Quadri è situata al primo piano nobile ed è chiamata così per la straordinaria quadreria che ne decora le pareti.
La Biblioteca è un ambiente di straordinaria bellezza e importanza storica. La sala è famosa per le sue imponenti scaffalature in mogano a tutta parete, disposte su due livelli collegati da una scala a chiocciola interna (non accessibile al pubblico ma visibile). L'arredamento riflette l'eleganza sobria e funzionale dello stile tardo-ottocentesco.
Ecco qualche scatto
LA SALA DEI QUADRI


LA BIBLIOTECA


Proseguiamo con la visita. Le prossime foto riguardano alcuni ambienti di passaggio tra le varie sale. 



Le prossime foto riguardano Il guardaroba dell'appartamento di Umberto I. Questo guardaroba nasconde un famoso passaggio segreto utilizzato dal re per incontrare la sua amante, la contessa Eugenia Attendolo Bolognini Litta. Attraverso un'anta dell'armadio, il sovrano accedeva a una scala che portava ai giardini e alle scuderie, evitando la sorveglianza. 


La stanza che segue rappresenta il Bagno del Re.


Proseguiamo con le foto della CAMERA DA LETTO del Re.

La Camera da letto del Re è un ampio e raffinato ambiente che riflette lo stile umbertino. Parte degli Appartamenti Reali, la stanza presenta tappezzerie azzurre, un soffitto decorato e, originariamente, era divisa in due parti da colonne. Ecco qualche scatto



Eccoci nella SALA DELLE UDIENZE.

La Sala delle Udienze è uno degli ambienti più significativi della residenza, caratterizzata dal tipico gusto sabaudo di fine Ottocento. Era lo spazio ufficiale in cui Re Umberto I riceveva udienze, ospiti illustri e ministri durante i soggiorni estivi della corte. Ospita il trono reale ed è impreziosita da arredi storici, ricche tappezzerie e decorazioni che rispecchiano lo stile umbertino. Nella sala è conservata una riproduzione della corona sabauda (poiché l'originale Corona Ferrea è custodita nel vicino Duomo cittadino), e un Grande Volume contenente una raccolta di firme augurali per i nuovi sovrani.

    

Con le prossime foto entriamo nell'appartamento della Regina Margherita

Le prime foto riguardano la Sala da bagno per poi proseguire con la Camera da letto e per concludere il Salotto.




Concludo questa prima parte con qualche scatto del SALONE DELLE FESTE
È l'ambiente più fastoso, monumentale e artisticamente rilevante dell'intero corpo centrale della Villa Reale, progettato dall'architetto Giuseppe Piermarini alla fine del Settecento. Il Salone delle Feste è l'unico ambiente della Reggia a doppia altezza, occupando verticalmente sia il piano nobile sia il piano superiore. Questa scelta architettonica del Piermarini dona alla sala una solennità straordinaria.
Si affaccia da un lato sul cortile d'onore e dall'altro sui retrostanti Giardini Reali, godendo di una luminosità naturale eccezionale grazie alle grandi finestre disposte su due ordini sovrapposti.
Ecco qualche scatto.



           

Concludo con questi scatti la prima parte dedicata alla visita della Reggia. Nei prossimi giorni pubblicherò le rimanenti.
Grazie per la vostra visita e mi raccomando ....

giovedì 7 maggio 2026

ROMAGNA - TORRE PEDRERA

 


Mentre l'estate è un coro di voci e colori, Torre Pedrera in inverno è un assolo di vento e di mare. È il volto più intimo di questa località, dove il ritmo frenetico della vacanza lascia il posto a una pace quasi mistica, perfetta per chi cerca nel mare un compagno di riflessione.

La Spiaggia: Orizzonti infiniti e Silenzio

In inverno, la spiaggia di Torre Pedrera si spoglia di tutto il superfluo.  Non ci sono più file di ombrelloni, ma solo una distesa di sabbia color perla che sembra non finire mai. Le scogliere, che in estate proteggono i bagnanti, diventano ora il punto dove le onde dell'Adriatico si infrangono con forza, sollevando nuvole di salsedine.





Camminare lungo il bagnasciuga a gennaio o febbraio significa riappropriarsi del proprio tempo. Il rumore dei passi sulla sabbia umida e il grido lontano dei gabbiani sono gli unici suoni che interrompono il respiro costante del mare.



C’è una bellezza sospesa nel camminare a Torre Pedrera in inverno. Lontano dal fragore dei tormentoni estivi e dal viavai dei lettini, la frazione si riprende il suo ritmo più vero. I bagni chiusi, con le passerelle coperte di sabbia e le strutture in legno sferzate dal sale, sembrano guardare il mare in attesa, come giganti a riposo. È il momento in cui la battigia torna a essere di tutti e di nessuno, uno spazio immenso dove il rumore delle onde non deve competere con nient'altro. E poi ci sono quei pochi bar rimasti aperti, piccoli fari di luce nel grigio dell'inverno. Entrare lì significa trovare il calore di un caffè che sa di casa, il brusio dei residenti che si ritrovano e quella lentezza preziosa che solo la "bassa stagione" sa regalare. Torre Pedrera d'inverno non è per tutti: è per chi sa amare il mare anche quando non ti invita a fare il bagno, ma ti chiede solo di restare a guardarlo.




Concludo con questi scatti questo breve post dedicato a Torre Pedrera e al suo mare d'inverno. 
Un piccolo grazie di cuore a tutti voi che siete passati di qui, tra queste righe e questi scatti.