giovedì 23 luglio 2026

SCOZIA

 


Isola di Skye: Il Cuore Selvaggio delle Ebridi

Sono ancora in Florida e ci rimarro' ancora per un po' di giorni ma non ho resistito a non pubblicare qualche foto sul mio blog.
Le foto che oggi vi voglio presentare sono state scattate da mio figlio durante il suo breve viaggio in Scozia. 
La protagonista e' una delle isole piu' iconiche della Scozia: L'ISOLA DI SKYE.
Conosciuta per i suoi paesaggi drammatici, la sua natura incontaminata e i suoi miti celtici, è un paradiso per i fotografi, gli escursionisti e chiunque cerchi un'avventura autentica.
Il primo scatto riguarda un piccolo borgo: PORTREE
Portree è il capoluogo e il centro abitato principale di Skye. Nonostante le sue dimensioni raccolte, è un borgo vivace e accogliente
La cartolina più celebre di Portree è senza dubbio il suo porticciolo naturale, incorniciato da una fila di pittoresche casette dai colori pastello che si riflettono sulle acque della baia.



Le foto seguenti riguardano Neist Point Lighthouse
Il faro di Neist Point si trova sulla punta più occidentale di Skye, appollaiato su un promontorio spettacolare.



Continuo questo breve post dedicato a Skye con un'imponente scogliera di basalto situata sulla costa nord-orientale dell'isola: KILT ROCK.



Concludo questo breve post con qualche scatto dedicato al colore predominante delle coste di questa meravigliosa isola: IL VERDE.
Il verde della costa dell'Isola di Skye è uno degli elementi visivi più intensi, quasi ipnotici, dell'intera Scozia. Più che un semplice colore, è una vera e propria palette cromatica in continuo movimento, plasmata dal clima oceanico e dalla natura selvaggia dell'isola.
Ecco qualche scatto






Spero che le foto vi siano piaciute. Probabilmente il prossimo post sara' per la meta' di agosto quando rientrero' dalla Florida.
Grazie per la vostra visita e mi raccomando .....


sabato 27 giugno 2026

giovedì 11 giugno 2026

MARCHE - I BORGHI

 

TERZA PARTE

Come promesso, ecco qui di seguito le foto della mia visita alla ROCCA DI GRADARA.

La seconda parte l'avevo conclusa con qualche scatto della camera più suggestiva della Rocca: LA CAMERA DI FRANCESCA. Proseguendo con la visita, le foto che seguono le ho scattate tra il Cortile della rocca, la Cappella, la Camera della Tortura per poi concludersi sui Camminamenti di Ronda.

Ma proseguiamo con ordine. 

Le prime due foto riguardano il Cortile


Proseguo con qualche scatto fatto nella CAPPELLA.

Situata al piano terra della fortezza, la Cappella della Rocca di Gradara è un piccolo gioiello di devozione e arte. È celebre soprattutto per ospitare dietro l'altare la Pala Robbiana, una magnifica terracotta invetriata realizzata da Andrea della Robbia intorno al 1480-1490.

I Tesori della Cappella

La Pala d'Altare: Attribuita per lungo tempo a Luca Della Robbia, l'opera raffigura la Madonna col Bambino circondata da Santa Maria Maddalena, San Girolamo, Santa Caterina d'Alessandria e San Ludovico di Tolosa. 

L'Altare: È costituito da un antico sarcofago in pietra. 

Decorazioni: Le pareti sono interamente coperte da pitture murali in stile neogotico, tra cui spicca una lunetta che mostra l'antico borgo di Gradara.

Ecco qualche scatto.



Il prossimo ambiente rappresenta LA CAMERA DELLE TORTURE.

Si trova alla base della Torre del Mastio, la torre maestra e parte più antica del castello. L'ambiente è allestito con una collezione di feroci strumenti di supplizio dell'epoca, in parte originali e in parte fedelmente ricostruiti, posizionati sul pavimento o inchiodati alle pareti in pietra.

Ecco qualche scatto



Concludo il post con qualche foto scattata sui CAMMINAMENTI DI RONDA.

I Camminamenti di Ronda della Rocca sono un percorso panoramico e suggestivo lungo la cinta muraria esterna (XIV secolo). Permettono di passeggiare per circa 700-800 metri lungo antichi cammini di guardia, ammirando da un lato il borgo medievale e dall'altro un panorama che spazia dagli Appennini al mare.



Come ultima anzi ultimissima foto è lo scatto rappresentante il PLASTICO DELLA ROCCA.

Posizionato presso LA SALA DEL CORPO DI GUARDIA, Il plastico è una fedele riproduzione in scala del celebre castello e del suo borgo fortificato.



visitare la Rocca di Gradara non significa solo scoprire una fortezza medievale perfettamente conservata, ma anche mettersi in ascolto dei sussurri della storia. Tra le sue mura, il confine tra la cruda realtà del Medioevo e il mito eterno di Paolo e Francesca si fa sottilissimo. Lasciatevi catturare dalla magia di questo borgo: chissà che, camminando lungo i camminamenti di ronda al tramonto, non riusciate a sentire anche voi l'eco di quel celebre e tragico bacio."

Grazie per la vostra visita e mi raccomando .....

domenica 7 giugno 2026

MARCHE - I BORGHI

 


SECONDA PARTE


Ecco la seconda parte delle foto dedicate alla visita della Rocca di Gradara. La prima parte l'avevo conclusa con un scatto dedicato alla PALA DI GIOVANNI SANTI padre del celeberrimo Raffaello Sanzio e rappresentante la Madonna sul trono con il Bambino attorniata dai Santi Stefano, Sofia, Giovanni Battista, Michele Arcangelo che altri non sono che i protettori delle antiche 4 parrocchie del paese. 

🏰 Oltre le Mura di Gradara: Viaggio nelle Stanze del Mito
Benvenuti nel castello che fece da cornice all'amore proibito più famoso della letteratura. Oggi vi porto oltre il ponte levatoio della Rocca di Gradara, esplorando le sue stanze più intime e segrete.
La prima sala che vi voglio far conoscere è LA SALA DEL MASTIO.

Questa sala è la parte più antica e difensiva della Rocca di Gradara. Caratterizzata da una porta originale e ripide scale in legno (un tempo rimovibili in caso di assedio), la sala presenta sul soffitto una botola che anticamente conduceva alla Sala del Torreggiano.



La prossima sala è LA SALA DI SIGISMONDO E ISOTTA
La Sala di Sigismondo e Isotta era originariamente di dimensioni più modeste, mentre oggi è il frutto dell’unione di più stanze, una delle quali nel Settecento era adibita a cappella.
Il fregio che corre senza soluzione di continuità alla base del maestoso soffitto ligneo è decorato con volti effigiati dei due coniugi Sigismondo e Isotta mentre Il soffitto, elegantemente dipinto in rosso, azzurro e oro, presenta una decorazione a finti cassettoni e fu terminato nel 1927 come indica un graffito nella cornice.



Proseguiamo con la visita. La prossima stanza è LA SALA MALATESTIANA.
La Sala Malatestiana è un ambiente ricco di suggestione. La Sala presenta un fregio ad archetti tangente al soffitto, dipinto tra il 1921 e il 1923, in cui si possono ammirare i motivi araldici della famiglia Malatesti e dove è riportato il motto «tempus loquendi tempus tacendi», iscrizione tratta dall’Ecclesiaste e voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesti sul sepolcro della moglie Isotta degli Atti. Ecco qualche scatto


Le prossime sale sono LA SALA DEL LEONE SFORZESCO e LA SALA DEL CARDINALE.
La Sala del Leone prende il nome dalla decorazione delle pareti in cui sono raffigurati il leone rampante e le ali di drago, emblemi degli Sforza da Cotignola, che governarono Pesaro tra il 1445 e il 1512.
La Sala del Cardinale è chiamata così perché, secondo la ricostruzione fatta ad inizio Novecento dallo Zanvettori, essa avrebbe dovuto ospitare personalità di rango ecclesiastico.



Continuiamo con la visita. Le prossime camere sono LA CAMERA DEI PUTTI  e LA CAMERA ROSSA.
la Sala dei Putti prende il nome dalle scene dipinte sulle pareti che raffigurano, entro riquadri,  Giochi di Putti. 
La Sala Rossa prende il nome dal colore predominante dei tessuti che la decorano. Importante è il letto a baldacchino che presenta alla sommità delle colonne due aquile scolpite e che risale a manifattura emiliana del XVII secolo.





Concludo la visita della rocca con 
uno degli ambienti più suggestivi della Rocca: LA CAMERA DI FRANCESCA.
Per la realizzazione della sala Zanvettori ha preso ispirazione dalla tragedia dannunziana. Nella camera sono presenti tutti gli elementi del dramma, così come furono tramandati da Dante e Boccaccio: il leggio dove era posato il libro “galeotto”, i sedili e la botola, attraverso la quale avrebbe tentato di fuggire Paolo. Nella sala è presente il trittico con cornice originaria raffigurante la Madonna col Bambino fra sant’Agostino (?) e san Sebastiano mentre sulla parete opposta è un grande albero genealogico risalente al XVII secolo della famiglia Gonzaga, cui gli Sforza furono imparentanti tramite il primo matrimonio di Giovanni Sforza con Maddalena Gonzaga.



L'ALBERO GENEALOGICO

Concludo con questi scatti la seconda parte dedicata alla Rocca di Gradara. Nella terza parte pubblicherò le foto di altri ambienti quindi ritornate a trovarmi.
Grazie per la visita e mi raccomando .....