La mia visita alla Casa di Hemingway a Key West
«Per scriverne, devi prima viverla.»
– Ernest Hemingway
Nel cuore di Key West, protetta da una lussureggiante vegetazione tropicale di palme, ibisco e bougainvillea, si trova una dimora in stile coloniale spagnolo che racchiude l'anima dorata degli anni '30. È qui, al numero 907 di Whitehead Street, che Ernest Hemingway visse per oltre un decennio e scrisse alcuni dei suoi capolavori più celebri, da Avere e non avere a Per chi suona la campana.
Varcare il cancello di questa villa in pietra calcarea significa fare un salto indietro nel tempo, in un'epoca in cui Key West era un rifugio selvaggio di pescatori, scrittori e spiriti liberi.
Benvenuti alla casa dove nacque Ernest Hemingway nel 1899.
Iniziamo con la visita.
La casa si trova al numero 907 di Whitehead Street, di fronte al faro di Key West, vicino alla costa meridionale dell'isola.
Eccoci arrivati all'ingresso della villa.
La visita si sviluppa su due piani principali, dove al piano terra si trovano salotto, sala da pranzo e cucina, mentre una scala collega al piano superiore con la camera da letto e il bagno. La nostra visita è iniziata salendo al piano superiore.
Spaziosa e luminosa, al centro della stanza si trova un letto antico di dimensioni contenute (molto più piccolo rispetto ai moderni king-size), fiancheggiato da caratteristiche lampade a forma di ananas. La testiera del letto è un pezzo unico di antiquariato: si tratta di un antico cancello di legno proveniente da un monastero spagnolo del XVII secolo.
La stanza è celebre tra i visitatori perché vi si trova quasi sempre uno dei famosi gatti polidattili (con sei dita) che abitano la tenuta, spesso accoccolato sui cuscini del letto.
Il secondo ambiente è IL BAGNO.
Spesso, quando si parla del "bagno di Hemingway", ci si riferisce a quello celebre del piano superiore (progettato nel 1931 dalla seconda moglie dello scrittore, Pauline Pfeiffer), noto per le piastrelle in stile Art Déco/encaustic importate dall'Europa e per una vasca da bagno storica.
Continuando con la visita eccoci nella CUCINA.
La cucina, a differenza delle tipiche abitazioni dell'Ottocento della zona che avevano cucine separate e staccate dal corpo principale della casa, Pauline volle integrarla all'interno dell'abitazione principale.
Per Ernest Hemingway era una delle stanze più importanti della casa; amava in particolare cucinare il pesce fresco che portava a casa ogni giorno dopo le sue battute di pesca.
Lasciamo la cucina e ci addentriamo nel salotto del poeta.
Il salotto (o soggiorno) presenta caratteristiche storiche e strutturali uniche legate al vissuto dello scrittore e della seconda moglie Pauline Pfeiffer. Nel salotto sono conservate numerose foto d'epoca che documentano le sue avventure di pesca e la vita quotidiana nella residenza degli anni Trenta. L'arredamento riflette il gusto curato da Pauline (ex redattrice di Vogue) unito agli oggetti e ai souvenir che Hemingway amava raccogliere durante i suoi viaggi, in particolare tra Spagna e Africa.
Ecco qualche foto.
Su una delle pareti è esposta una grande installazione dedicata al Pilar, il celebre yacht di Hemingway con cui trascorse lunghi periodi dedicandosi alla pesca e alla navigazione.
Fotografie e cimeli: Nella casa sono conservate numerose foto d'epoca che documentano le sue avventure di pesca e la vita quotidiana nella residenza.
Il Vecchio e il Mare
Durante le sue battute di pesca Hemingway strinse una forte amicizia con Gregorio Fuentes, il cubano a cui si ispirò per il personaggio di Santiago ne "Il vecchio e il mare". Qui sotto il ritratto di Hemingway e Fuentes.Concludo la presentazione degli interni della casa con uno scatto relativo allo Studio di scrittura del Poeta.
LO STUDIO DI SCRITTURA è una stanza luminosa dove Hemingway si ritirava ogni mattina presto per scrivere e dove ha ideato circa il 70% della sua produzione letteraria, inclusi capolavori come "Per chi suona la campana" e "Verdi colline d'Africa". L'accesso all'interno dello studio è vietato al pubblico (ad eccezione dei famosi gatti a sei dita che vagano ovunque). I visitatori possono però affacciarsi dalla soglia o guardare attraverso le ampie vetrate per ammirare la stanza, che è stata mantenuta intatta come una vera capsula del tempo con la sua macchina da scrivere originale.
Concludo con questo scatto il tour degli interni della casa del poeta. Nel prossimo post vi farò conoscere e visitare il bellissimo giardino tropicale e gli ospiti indiscussi della casa: I GATTI POLIDATTILI (A SEI DITA).
Grazie per la vostra visita e mi raccomando ....



































