domenica 25 giugno 2023

VENEZIA - IL VIAGGIO

 


Dopo qualche giorno di assenza dal mio blog (per me è un periodo molto pieno di impegni) eccomi con la Seconda parte di fotografie dedicate al Ghetto di Venezia.

La prima parte l'ho dedicata interamente alle foto scattate nel CAMPO DEL GHETTO NOVO.  Se vi siete perso il post ecco qui di seguito il link. 


In questa seconda parte pubblicherò le fotografie scattate nella Sinagoga Spagnola e in altre zone del ghetto.

Incominciamo con qualche notizia sui luoghi che andrò a pubblicare. 

Dovete sapere che all'interno del Ghetto ci sono ben cinque Sinagoghe. Infatti in questo quartiere davvero piccolissimo, formato da sole tre isole, convivevano forzatamente ben cinque comunità ebraiche, ognuna con i propri riti religiosi, tradizioni, lingue parlate, abitudini alimentari e, ovviamente, la propria sinagoga.

Le Sinagoghe del Ghetto Vecchio.

Tre sono le sinagoghe in questa zona. 
La prima è la Scuola tedesca che è anche la più antica sinagoga del Ghetto. Ci si accede attraverso il Museo Ebraico, e dall’esterno si individua facilmente grazie alla pentafora. Tempio di rito ashkenazita, ristrutturata in stile tardo-barocco nel Settecento.

LA SCUOLA TEDESCA

La seconda è la Scuola italiana. Questa sinagoga è stata costruita dalla comunità italiana di lontana origine romana, la più povera di tutte, motivo per cui, ancora oggi, è l’edificio più semplice. Ha un entrata in comune con quella di alcune abitazioni, fu realizzata trasformando un sottotetto e si affaccia nel campo del Ghetto nuovo con cinque semplici finestre.
LA SCUOLA ITALIANA

Infine la piccola Scuola Canton, di rito ashkenazita, nell’edificio d’angolo del campo in mezzo alle altre due. Dall’esterno è riconoscibile per la cupoletta in legno. L’unica sinagoga in Europa che presenta delle decorazioni dove sono rappresentati episodi biblici tratti dal libro dell’Esodo. Su otto pannelli lignei, racchiusi in cornici dorate.

LA SCUOLA CANTON

Le Sinagoghe del Ghetto Nuovo.

In questa zona sono presenti le altre due scuole.

La prima è la Scuola Levantina che è anche la prima sinagoga sefardita di Venezia, costruita dalla comunità di ebrei provenienti dall’impero Ottomano. Restaurata in stile barocco su progetto della scuola del Longhena. Assieme alla Scuola Ponentina, si affaccia in campiello delle Scuole.

LA SCUOLA LEVANTINA

La seconda è anche la più vasta tra le sinagoghe veneziane;  è la Scuola Ponentina o Spagnola, fondata dalla comunità sefardita originaria dalla penisola iberica, che diventò il gruppo numericamente e culturalmente più forte. Riedificata a metà del Seicento dal Longhena, è la più imponente e scenografica. 

Questa è l'unica sinagoga che abbiamo visitato. Si trova nel Campiello de le Scuole nella zona del Ghetto Vecchio, ed è la sinagoga di maggiori dimensioni dell'intero ghetto. La facciata esterna è relativamente semplice, disposta su tre piani. Il portale di accesso è posto in angolo e al piano nobile si aprono quattro grandi monofore con arco a tutto sesto. Dall'atrio si accede allo scalone che porta al piano della sala della sinagoga. Tradizionalmente la sala ha pianta rettangolare, con Bimah e Aron haQodesh disposti specularmente sulle pareti minori e le panche disposte lungo le pareti più estese







Per concludere il post, pubblico qualche foto scattata girovagando per le calle del ghetto.






Concludo con queste foto i post dedicati al Ghetto di Venezia. Spero che le foto vi siano piaciute e spero di avervi fatto piacere nel farvi conoscere un luogo un pò insolito della bella Venezia.

Grazie mille per la vostra visita e mi raccomando ritornate a trovarmi per altri luoghi, per altre fotografie e per altre avventure.

Ciao Ciao Ciao


venerdì 16 giugno 2023

VENEZIA - IL VIAGGIO

 

Rieccomi con le foto del mini viaggio a Venezia.
Alla fine di maggio avevo pubblicato le prime foto dedicate a Venezia che riguardavano uno dei sestieri più estesi di Venezia ed anche il più popolato, il SESTIERE DI CANNAREGIO.
Se non lo avete visto ecco qui di seguito il link del post.


Oggi vi voglio far conoscere una meta alternativa alle classiche destinazioni veneziane. Rimanendo sempre nel sestiere di Cannaregio
  a pochi minuti a piedi dalla Stazione Ferroviaria, ecco un luogo ricco di storia e di cultura,
IL GHETTO.

UN PO' DI STORIA
Iniziamo con l'origine della parola "ghetto"
La parola ghetto, così diffusa in tutte le lingue, trae origine proprio da qui, dalla parola veneziana “geto”. Anticamente, nel primo medioevo, si trovava infatti in questa parte della città un'antica fonderia (un “geto” in veneziano) che serviva a forgiare le bombarde, i piccoli cannoni delle navi veneziane. 
Dato che la comunità di ebrei più numerosa a Venezia all’inizio del Cinquecento era quella proveniente dall’Europa centrale, ed essi avevano difficoltà a pronunciare la ‘g’ dolce, una piccola questione di fonetica trasformò la parola geto in gheto.
E così rimase.

Nel 1516 sono circa 700 gli ebrei che abitano in città, principalmente nella zona di Rialto. Nella primavera di quell’anno il governo veneziano decide di confinarli in una zona della città ben delimitata, ed allo scopo individua quest’isola del geto. Si organizza quindi il loro trasferimento, e tra tutte le comunità più numerosa era quella degli ashkenaziti, gli ebrei provenienti dall’Europa centrale e orientale.
Dopo qualche anno fu necessario ampliare la superficie per poter ospitare altri ebrei, questa volta levantini, che arrivavano dall’impero ottomano ed erano principalmente mercanti. Si aggiunge quindi l’isola del Ghetto vecchio, nel 1541. La terza e ultima aggiunta è nel 1633, con l’inclusione del Ghetto novissimo. Nel Seicento la comunità ebraica di Venezia contava quasi cinquemila persone, che corrispondevano al 2% circa della popolazione.
Queste cifre creano qualche problema di sovrappopolazione perché la superficie a disposizione è limitatissima. Terreni edificabili non ce ne sono più e per creare altre abitazioni l’unica cosa possibile da fare è crescere in altezza. Ecco perché qui nel Ghetto ci sono tutti questi grattacieli veneziani.

Iniziamo con qualche foto.
Le prime foto le ho scattate nella zona
CAMPO DEL GHETTO NOVO, il centro della comunità ebraica. La popolazione del Ghetto continuava a crescere e  per questo in questa zona si possono vedere case alte fino agli 8 piani, cosa molto inusuale a Venezia.




Una delle caratteristiche di Campo del Ghetto Novo era la presenza dei BANCHI DEI PEGNI. Nel campo ne erano presenti tre: il Banco Rosso, il Banco Verde e il Banco Nero. Probabilmente il loro nome dipende dal colore delle ricevute di pegno delle singole attività.
Oggi è possibile visitare di nuovo uno di questi banchi, il Banco Rosso, che recentemente è stato restaurato e adesso è aperto ai visitatori. Il Banco rosso è uno dei banchi dei pegni che nella Venezia dell’epoca operava tutti i giorni dall’ora terza fino alle ventiquattro, ad esclusione delle feste ebraiche, della Pasqua cristiana e del giorno di San Marco. di crediti e debiti.
Il Banco Rosso si trova sotto il Sotoportego del Ghetto Novo
Ecco qualche foto.
Sotoportego del Ghetto Novo




Nella foto sotto, se guardate attentamente la porta del Banco, noterete sullo stipite di destra un oggetto affusolato; si tratta della MEZUZAH.
La Mezuzah è un oggetto rituale ebraico, consistente in una pergamena (claf) su cui sono stilati i passi della Torah corrispondenti alle prime due parti dello Shemà, preghiera fondamentale della religione ebraica.


Continuando la visita s
u uno dei lati del campo del Ghetto nuovo vi è un monumento costituito da sette formelle in bronzo, opera dell'artista lituano Arbit Blatas che ricorda le vittime della deportazione nazista. Oltre le sette formelle c'è un'ottava scultura intitolata L’ultimo treno” a commemorare il cinquantenario della deportazione degli ebrei veneziani.
Ecco qualche scatto





Termino con queste foto la prima parte dedicata al Ghetto di Venezia. Nella seconda parte pubblicherò le foto dedicate alla Sinagoga Spagnola e ad altre zone del ghetto.
Spero che le foto vi siano piaciute e mi invito a ritornare a trovarmi.
Grazie mille della vostra visita e mi raccomando......