giovedì 31 dicembre 2020

AUGURI

 




I MIEI VIAGGI

 


Era il luglio del 2012 quando abbiamo deciso di prenotare una settimana a Creta e anche se sono passati 8 anni, ho ancora un bel ricordo di questa isola. La struttura che ci ha ospitato era il Sirens Village, un villaggio adiacente ad una delle più belle e ampie spiagge della zona. Mi ricordo che proprio di fronte al villaggio si vedeva una caratteristica e suggestiva chiesetta bianca situata su un piccolo isolotto. La settimana a Creta è stata una settimana soprattutto di relax, di dolce far niente: alzarsi, fare colazione, poi spiaggia/piscina, quindi pranzo ecc...... Ma la parola soprattutto implica che oltre al dolce far niente c'è stato dell'altro e precisamente mi sono preso due giorni per conoscere un pò meglio questa isola.
Ecco qui di seguito i link dei luoghi che ho visitato durante il mio soggiorno.

VIAGGIO A CRETA


IL MARE DI MALIA

Qualche foto scattata sulla spiaggia del villaggio (Per vedere le foto clicca sulla foto a dx)

 

Clicca sull'Immagine

IRAKLION

Candia, nota anche come Iraklio, è una città portuale ed è anche la capitale di Creta. È nota per il Palazzo di Cnosso, appena fuori la città. Qui di seguito i link:
Iraklion la cittadinaQui
Iraklion Chiesa di San TitoQui
Iraklion il PortoQui

 


PALAZZO DI KNOSSOS

Cnosso è il più importante sito archeologico dell'età del bronzo di Creta. Sorge nella parte centrale dell'isola di Creta, a 6 km dal mare e a 5 km da Heraklion, sul fiume Katsaba. Qui di seguito i link:
PALAZZO DI KNOSSOS - PRIMA PARTEQui
PALAZZO DI KNOSSOS - SECONDA PARTEQui

 


AGIOS NIKOLAOS

Agios Nikolaos, in italiano San Nicola, è il centro più popolare di Creta orientale, sia per la vita notturna che per gli hotel e ristoranti. Qui di seguito i link:
AGIOS NIKOLAOS - PRIMA PARTE: Qui
AGIOS NIKOLAOS - SECONDA PARTE: Qui

 


LA FORTEZZA DI SPINALONGA

Di fronte alle coste di Creta, Spinalonga è un’isola dal passato glorioso. Fondata nel periodo ellenico, sulle rovine di una antica acropoli, nel 1579 i veneziani costruirono tutta una serie di fortificazioni, così da poter controllare il traffico marittimo senza che nessuno, sull’isola, potesse approdare. Non si tratta, infatti, di un’isola naturale: furono proprio i veneziani a ricavare – dall’omonima penisola – un’isoletta che fosse un’inespugnabile fortezza. Anche quando i Turchi conquistarono Creta, nel 1669, Spinalonga rimase a loro. Solo nel 1715, la Serenessima – per difendere i suoi possedimenti sulla terraferma – fu costretta ad abbandonarla. Così, divenne una fortezza ottomana fino all’inizio del XX secolo, quando i Turchi furono cacciati da Creta e Spinalonga fu utilizzata come rifugio per i cretesi (e poi molti greci) affetti da lebbra. Qui di seguito i link:
VERSO SPINALONGA: Qui
LA FORTEZZA - PRIMA PARTE: Qui
LA FORTEZZA - SECONDA PARTE: Qui

 


LA SPIAGGIA DI KOLOKITHA

La spiaggia si trova sul lato esterno della penisola di Spinalonga di fronte all'isola disabitata di Kolokitha, da cui ha preso il nome. La spiaggia è completamente selvaggia. Non ci sono infrastrutture turistiche nemmeno nelle vicinanze. La natura è fantastica. Piccoli boschi, montagne e il fondo della baia sono coperti di sabbia. Qui di seguito i link:
LA SPIAGGIA - PRIMA PARTE: Qui
LA SPIAGGIA - SECONDA PARTE: Qui

 


TERMINO CON QUALCHE TRAMONTO
Clicca sull'immagine per le foto ----->>>>

 

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martedì 29 dicembre 2020

RAVENNA

 

Eccomi con il quarto post dedicato alla bellissima Città di Ravenna. Nei primi tre post avevo pubblicato i primi tre monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per chi non ha avuto l'occasione di vederli qui di seguito pubblico i link.
  1. LA BASILICA DI SAN VITALE ➜ QUI
  2. BATTISTERO NEONIANO      ➜ QUI
  3. MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA ➜ QUI
Palazzo di Teodorico
Nel post di oggi, è la volta della BASILICA DI SANT'APOLLINARE NUOVO.
Monumento Patrimonio mondiale dell'Unesco 
questo edificio religioso sorse accanto al palazzo del Re degli Ostrogoti "Teodorico". 




La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, fatta costruire da Teodorico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa palatina, di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la sua intitolazione a Sant'Apollinare, detta "Nuovo" per distinguerla da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città. 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Storia

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa di culto ariano con il nome di Domini Nostri Jesu Christi. Fu la chiesa palatina di Teodorico[2] (cioè una chiesa per l'uso della sua corte).

In seguito alla conquista della città da parte dell'Impero bizantino (540) l'imperatore Giustiniano passò in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti dagli ariani. Tutti gli edifici legati ai goti e all'arianesimo furono integrati al culto cattolico. La basilica ex teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

Sant'Apollinare Nuovo porta i segni tangibili di quest'operazione: la fascia sopra gli archi che dividono le navate era corredata da un ciclo di mosaici con temi legati alla religione ariana. Su iniziativa del vescovo Agnello, il ciclo fu cancellato e la fascia ridecorata ex novo. Furono risparmiati solo gli ordini più alti (con le "Storie di Cristo" e con i profeti), mentre nella fascia più bassa, quella più grande e più vicina all'osservatore, si procedette a una vera e propria ridecorazione, che salvò solo le ultime scene con le vedute del Porto di Classe e del Palatium di Teodorico, sebbene epurate per una damnatio memoriae di tutti i ritratti, che probabilmente appartenevano a Teodorico stesso e ai suoi dignitari.

Nell'anno 725 la chiesa venne danneggiata da un violento terremoto, che ne fece crollare l'abside. Il sisma demolì anche la Basilica petriana di Ravenna.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall'omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Nel corso della prima guerra mondiale, nella notte del 12 febbraio 1916 la chiesa fu bombardata causando gravi danni. L'immagine dell'antica chiesa bizantina sfigurata dalle bombe fece il giro del mondo, suscitando la più ampia riprovazione.

La Basilica presenta una facciata timpanata, inquadrata da lesene e traforata da una bifora sormontata da due piccole finestre. In origine, forse, era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di marmo databile al XVI secolo. Sul lato destro il bel campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni ravennati, risale al IX o X secolo






lunedì 28 dicembre 2020

LA FOTO DELLA SETTIMANA

 

Eccomi alla consueta rubrica "LA FOTO DELLA SETTIMANA
Per la terza settimana eccomi a pubblicare qualche scatto fatto alla Reggia di Venaria Reale. Nelle prime due occasioni (prima foto Qui seconda foto Qui) avevo pubblicato qualche foto della facciata esterna. 
Questa settimana rimaniamo sempre all'esterno della Reggia ma ci spostiamo nei bellissimi giardini.

da https://www.lavenaria.it/

Anche questa settimana mi è difficile scegliere solo una foto da postare quindi come per le due volte precedenti pubblicherò qualche foto in più.






venerdì 25 dicembre 2020

AUGURI

 





mercoledì 23 dicembre 2020

ISLANDA - LA TERRA DELLE CASCATE

 


Eccomi con la seconda parte dedicata alle più belle cascate Islandesi.

Nella prima parte avevo pubblicato le prime otto (Per vedere la prima parte clicca Qui) in questo post proseguo con altre come da tabella sotto.

Come scritto nella prima parte, premetto che la maggior parte delle foto che andrò a pubblicare non sono state scattate dal sottoscritto e sarà mia premura indicare sotto ogni foto il nome dell’AUTORE/PROPRIETARIO degli scatti.










Ok bando alle ciance e cominciamo presentarvi le prossime cascate.




Se percorrete la Ring Road, nel tratto tra Hofn ed Egilsstadir, ad un certo punto troverete una deviazione che vi farà prendere la Strada 939. Si tratta di una strada sterrata che si inerpica in montagna. Quasi al culmine della salita (il Passo Öxi) ecco che sulla sinistra comparirà una piccola cascata: la FOLALDAFOSS.

E’ una cascata del fiume Berufjarðará con un solo salto di circa 20 metri.





Gljúfrafoss o Gljúfrabúi ("colui che vive nel canyon") è una piccola cascata a nord della più famosa Seljalandsfoss. La cascata è parzialmente oscurata dalla roccia della montagna, ma gli escursionisti possono seguire un sentiero per entrare nello stretto canyon dove l'acqua precipita in una piccola piscina. C'è anche un sentiero tortuoso nelle vicinanze e una scala in legno per consentire ai turisti di salire all'incirca a metà e vedere le cascate da un'altra prospettiva.

AUTORE: Ajay Suresh

AUTORE: https://www.world-of-waterfalls.com/




Gluggafoss è una cascata nel sud dell'Islanda nella zona di Fljótshlíð.

Gluggafoss ha un'altezza totale di circa 52 mt e presenta due diramazioni principali: una fa un saldo di 44 mt in una stretta cavità, l'altra diramazione ha un salti di 8,5 m (in tre canali principali). La scogliera che sostiene Gluggafoss ha una parte superiore di palagonite (o roccia di tufo) e una parte inferiore di basalto . Distintivi della geologia di Gluggafoss sono i buchi e le gallerie formati dal fiume attraverso la palagonite molle. Conosciuta in islandese come gluggar , o "finestre", questi fori consentono agli osservatori alla base della cascata di vedere il flusso d'acqua parzialmente oscurato. Secondo la segnaletica in loco, la metà superiore della cascata poteva essere vista solo attraverso tre di questi fori disposti verticalmente prima del 1947. Hekla , a circa 30 km a nord-nord-est, eruttò in quell'anno, riempiendo il fiume Merkjá e le gallerie di Gluggafoss con cenere vulcanica ; questo ha gravemente diminuito la visibilità esterna della cascata per decenni. Al giorno d'oggi, tuttavia, l'erosione ha annullato i blocchi.

Piccoli sentieri sulle colline adiacenti consentono ai visitatori di vedere da vicino entrambe le gocce della cascata e anche di ottenere una vista dall'alto.

AUTORE: Wikipedia Dissidente anonimo


AUTORE: Bromr





La cascata Glymur è con i suoi 198 metri la seconda cascata per altezza dell'Islanda.

Situata nel fiordo di Hvalfjörður è relativamente distante dalla strada principale e può essere raggiunta a piedi con un sentiero piuttosto difficoltoso.

AUTORE: Wikipedia




Goðafoss (dall'islandese: "cascata degli dèi") è una delle cascate più note e spettacolari d'Islanda, situata nel nord dell'isola, all'inizio della strada Sprengisandur. Le acque del fiume Skjálfandafljót cadono per circa 12 metri su una larghezza di ca.30 m.

Il nome di questa cascata deriva da una leggenda secondo la quale, nell'anno 999 o 1000, il Lögsögumaður Þorgeir Ljósvetningagoði fece del Cristianesimo la religione ufficiale dell'Islanda. Dopo questa conversione si dice che - tornando dall'Alþingi - Þorgeirr gettò le sue statue degli dèi nordici nella cascata. La storia di Þorgeirr è conservata nell'opera di Ari Þorgilsson Íslendingabók.

Probabilmente il nome "cascata degli dei" era già usato antecedentemente, si narra infatti che gli antichi abitanti dell'Islanda la considerassero sacra poiché nei tre getti principali vedevano rappresentata la sacra triade: Odino, Thor e Freyr.






Gullfoss (dall'islandese: gull "dorato" e foss "cascata") è una delle più note cascate dell'Islanda sud-occidentale, lungo il percorso del fiume Hvítá nel Haukadalur.

La portata media è di circa 140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, con orientazione relativa di circa 45°, e proseguono in una stretta e profonda gola che si apre nell'altopiano.

Gullfoss, soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, è situata relativamente vicino alla capitale Reykjavík (120 km circa) e fa parte assieme al Þingvellir e i vicini geyser (Geysir e Strokkur) del cosiddetto Cerchio d'Oro, l'insieme di attrazioni naturalistiche più note e visitate d'Islanda. Grazie ad una rete di sentieri la cascata è raggiungibile con la massima sicurezza nella parte superiore e in quella frontale.

All'inizio del XX secolo una società inglese era intenzionata all'acquisto della cascata per costruirvi una diga per alimentare una centrale idroelettrica. Una contadina del posto (Sigríður Tómasdóttir) della fattoria Brattholt, alla quale apparteneva la cascata, si oppose con successo a tale operazione industriale (a tale causa lavorò l'allora giovane avvocato e poi primo presidente della repubblica Sveinn Björnsson). Infatti ella minacciò di buttarsi nella cascata nel caso il governo islandese approvasse il progetto della diga. In realtà la causa fu vinta dalla società inglese, ma la diga non venne mai costruita per rinuncia da parte della società stessa. Nelle vicinanze della cascata è stato costruito un monumento per ricordo della coraggiosa contadina






Nel sud dell'Islanda, ai margini degli altopiani, si trova la terza cascata più alta in Islanda. Il nome di questa  cascata si chiama Háifoss o Tall Falls.

Háifoss,  alta 122 metri, si trova sul fiume Fossá, che è un affluente di acqua sorgiva del fiume glaciale Þjórsá, il fiume più lungo d'Islanda.

AUTORE: Wikimedia G8w





Alta più di 120 m, racchiusa in una magnifica gola nei pressi di Hallomormsstaður nell’Islanda orientale, Hengifoss è una delle cascate più alte e caratteristiche dell’isola.

La parete rocciosa dalla quale scende presenta formazioni basaltiche nella parte alta, mentre sotto la pietra levigata è interrotta da strati fossili. Queste formazioni danno alla cornice di Hengifoss il caratteristico aspetto a strisce orizzontali di colore rosso acceso e sono testimonianza della presenza di un clima molto più caldo all’epoca del Terziario.

La cascata è facilmente raggiungibile a piedi dalla strada .

AUTORE: Internet





Hjállparfoss (Help waterfall) è una bellissima cascata nella spettacolare valle Þjórsárdalur nella regione meridionale dell'Islanda. La cascata è tra le 20 cascate in Islanda che sono facilmente accessibili e popolari da visitare e, nell'elenco dei luoghi più visitati in Islanda.

Il nome Hjálparfoss ha una spiegazione storica: Il nome è un po 'strano poiché le cascate raramente aiutano ma il nome ha la sua storia. In passato, quando gli islandesi viaggiavano dalla regione settentrionale alla regione meridionale attraverso le Highland, avevano difficoltà a trovare un campo in cui i loro cavalli pascolassero lungo la strada. Poiché l'altitudine nell'Highland consente a malapena condizioni favorevoli alla vegetazione. Così, dopo un viaggio di due o tre giorni sui loro cavalli, l'erba vicino alla cascata di Þjórsárdalur fu la prima erba che trovarono per i cavalli, sulla terra inferiore dopo il lungo viaggio. E questo è stato molto AIUTO per i cavalli. Ed è così che la cascata ha preso il nome.

AUTORE: Bromr





Le cascate Hraunfossar del fiume Hvítá (Borgarfjörður) nell'Islanda occidentale, sembrano sgorgare direttamente dal campo lavico di Hallmundarhraun, originato da un'eruzione dei vulcani che si trovano sotto il ghiacciaio Langjökull. Da qui il nome, infatti "hraun" significa "lava" in islandese. Si trovano molti piccoli fiumiciattoli che defluiscono dalla lava per una lunghezza di circa 900 metri.

Le cascate Hraunfossar si trovano vicino Húsafell e Reykholt nell'Islanda occidentale e di poco a valle rispetto alla cascata Barnafoss.

AUTORE: Reykholt

Eccoci arrivati alla fine di questa seconda parte. Spero che le cascate vi siano piaciute e vi do appuntamento per la terza parte.

Grazie e mi raccomando …..