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giovedì 7 maggio 2026

ROMAGNA - TORRE PEDRERA

 


Mentre l'estate è un coro di voci e colori, Torre Pedrera in inverno è un assolo di vento e di mare. È il volto più intimo di questa località, dove il ritmo frenetico della vacanza lascia il posto a una pace quasi mistica, perfetta per chi cerca nel mare un compagno di riflessione.

La Spiaggia: Orizzonti infiniti e Silenzio

In inverno, la spiaggia di Torre Pedrera si spoglia di tutto il superfluo.  Non ci sono più file di ombrelloni, ma solo una distesa di sabbia color perla che sembra non finire mai. Le scogliere, che in estate proteggono i bagnanti, diventano ora il punto dove le onde dell'Adriatico si infrangono con forza, sollevando nuvole di salsedine.





Camminare lungo il bagnasciuga a gennaio o febbraio significa riappropriarsi del proprio tempo. Il rumore dei passi sulla sabbia umida e il grido lontano dei gabbiani sono gli unici suoni che interrompono il respiro costante del mare.



C’è una bellezza sospesa nel camminare a Torre Pedrera in inverno. Lontano dal fragore dei tormentoni estivi e dal viavai dei lettini, la frazione si riprende il suo ritmo più vero. I bagni chiusi, con le passerelle coperte di sabbia e le strutture in legno sferzate dal sale, sembrano guardare il mare in attesa, come giganti a riposo. È il momento in cui la battigia torna a essere di tutti e di nessuno, uno spazio immenso dove il rumore delle onde non deve competere con nient'altro. E poi ci sono quei pochi bar rimasti aperti, piccoli fari di luce nel grigio dell'inverno. Entrare lì significa trovare il calore di un caffè che sa di casa, il brusio dei residenti che si ritrovano e quella lentezza preziosa che solo la "bassa stagione" sa regalare. Torre Pedrera d'inverno non è per tutti: è per chi sa amare il mare anche quando non ti invita a fare il bagno, ma ti chiede solo di restare a guardarlo.




Concludo con questi scatti questo breve post dedicato a Torre Pedrera e al suo mare d'inverno. 
Un piccolo grazie di cuore a tutti voi che siete passati di qui, tra queste righe e questi scatti.

domenica 26 aprile 2026

ROMAGNA - CESENATICO

 


Cesenatico: Dove il Mare sposa il Genio

Cesenatico non è la classica località balneare; è un borgo di mare che ha saputo conservare intatto il suo cuore antico. Nata come porto della vicina Cesena, la città si sviluppa attorno al suo asse vitale: il Porto Canale, progettato nel 1502 da Leonardo da Vinci. Qui, l'ingegno del Rinascimento incontra la tenacia dei pescatori, creando un'atmosfera che profuma di salsedine, storia e ospitalità romagnola.

IL PORTO CANALE

Il Porto Canale è l’asse principale attorno al quale sorge il centro storico di Cesenatico, e sulle cui banchine si svolge ancora la vita sociale e la passeggiata di cittadini e turisti. Il porto, nel suo tratto più interno, ricalca ancora le linee disegnate nel 1502 da Leonardo Da Vinci, chiamato da Cesare Borgia a suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente. 

Protagoniste di questo post sono le CASE.

Le case che si affacciano sul Porto Canale Leonardesco di Cesenatico sono il vero "quinte teatrale" di questo borgo marinaro. La caratteristica principale delle case del porto canale è la loro esplosione di colori. Questa scelta, tipica delle tradizioni adriatiche, aveva uno scopo pratico: permettere ai pescatori di riconoscere la propria casa da lontano, tra le nebbie invernali, mentre rientravano con le barche.

Ecco qualche scatto






Concludo qui questo breve post dedicato alle case sul Porto Canale di Cesenatico. Nel prossimo post pubblicherò qualche foto scattata durante la breve camminata lungo il Porto Canale Leonardesco.

Come al solito vi ringrazio per la vostra visita.

lunedì 7 dicembre 2020

RAVENNA

 

Rieccomi con il terzo post dedicato alla Città di Ravenna. Come già scritto nei precedenti, ci sono ben otto monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
I primi due post li avevo dedicati, il primo alla Basilica di San Vitale mentre il secondo al Battistero Neoniano (Se per caso non li avete visti potete cliccare qui per la Basilica di San Vitale mentre per le foto del Battistero Neoniano dovete cliccare qui)

In questo terzo capitolo vi voglio far conoscere un monumento piccolo ma di una bellezza straordinaria: IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA




A pochi passi da San Vitale, all'ombra di un bellissimo platana, si trova un autentico «scrigno», la cui porta rappresenta una sorta di breccia che collega Terra e Cielo: il mausoleo di Galla Placidia

Anche se oggi appare come un edificio a sé, in origine doveva collegarsi al lato meridionale del nartece della vicina Chiesa di Santa Croce, realizzata sempre da Galla nel secondo quarto del V secolo.


MA  CHI  ERA  GALLA PLACIDIA?

Elia Galla Placidia
è stata un'imperatrice romana, figlia dell'imperatore Teodosio I (che regnò dal 378 al 395) e della sua seconda moglie Galla.
Nipote di tre imperatori, figlia di uno, sorella di due, moglie di un re e di un imperatore, madre di un imperatore e zia di un altro, la nobilissima Galla Placidia fu dapprima ostaggio presso i Visigoti, poi loro regina; il suo matrimonio con re Ataulfo e la nascita del loro figlio Teodosio rientrarono in una politica di avvicinamento tra barbari e Romani, ma la morte del bambino e quella del sovrano posero fine a questa possibilità.
Galla sposò l'imperatore Costanzo III, ottimo generale e collega di suo fratello, l'Augusto Onorio, ma la morte del consorte fu seguita da un rapido degrado dei rapporti con l'imperatore e Galla dovette rifugiarsi con i due figli a Costantinopoli, alla corte del nipote Teodosio II. A seguito della morte di Onorio, in Occidente salì al trono un usurpatore; con l'aiuto dell'esercito orientale, Galla tornò in Occidente, depose l'usurpatore e pose sul trono il giovanissimo figlio Valentiniano III, per il quale fu reggente.
Nei dodici anni in cui regnò sull'Impero romano d'Occidente, Galla dovette gestire il confronto fra tre potenti ed influenti generali, Costanzo Felice, Bonifacio ed Ezio. Dopo che quest'ultimo emerse vincitore, Galla ne ostacolò le mire di influenza su Valentiniano.
Gli ultimi anni furono caratterizzati dalla gestione della turbolenta figlia Onoria e dal coinvolgimento nelle vicende religiose: fu una fervente cristiana, intransigente verso le ultime espressioni del paganesimo.

IL MAUSOLEO

Esternamente è molto semplice e modesto, soprattutto se confrontato con la ricchezza della decorazione musiva interna, resa ancora più splendente dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.
La parte inferiore delle pareti è rivestita da marmi mentre la zona superiore è interamente decorata da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola. 
Quest'edificio emana un'atmosfera magica. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito nel corso dei secoli la fantasia e la sensibilità dei visitatori tanto che si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze a Ravenna, rimase talmente colpito dall'atmosfera del piccolo mausoleo e dalle sue stelle, da comporre la sua famosissima canzone Night and Day.

Come scritto in precedente, il mausoleo si trova vicinissimo alla basilica di San Vitale dove un breve  camminamento ci porta in pochi minuti al mausoleo.


Eccoci all'interno. La prima cosa che attira la nostra attenzione è la cupola che domina lo spazio interno, affiancata sui lati da quattro lunette. Altre quattro lunette si trovano alle estremità dei bracci, mentre i bracci hanno volte a botte. La cupola è dominata dalla Croce in una volta di stelle di grandezza decrescente verso l'alto, su sfondo blu, secondo un modello che durerà per tutto il Medioevo.


Nelle lunette della cupola vengono rappresentati coppie di Apostoli, con le braccia alzate in adorazione verso il centro ideale dell'edificio, la Croce.



Nella lunetta sopra l'ingresso si trova una raffigurazione del Buon Pastore (simbolo del Cristo), imberbe, seduto su una roccia e circondato da pecore che si rivolgono tutte verso di lui in un prato idilliaco.



Nella lunetta opposta San Lorenzo sulla graticola entra correndo dalla destra, recando una larga Croce sulla spalla, mentre con l'altra mano regge un libro aperto su cui è espressa una scrittura recante tanti quadratini staccati l'uno dall'altro: è la scrittura ebraica. Egli si rivolge alla graticola sul pavimento e a un armadietto che contiene i Vangeli i quali sono simboli della Fede. 



Nelle lunette laterali sono collocati cervi fra tralci di arbusti che si abbeverano. Sono presenti pure colombe che bevono alla fonte, simbolo delle anime cristiane che si abbeverano alla grazia divina.



Anche la pubblicazione del bellissimo mausoleo si conclude qui. Spero che vi siano piaciute e oltre a ringraziarvi per la vostra visita, vi do appuntamento nei prossimi giorni per un altro bellissimo monumento di questa bellissima città.
Ciao a tutti e mi raccomando ....