giovedì 23 maggio 2019

EMILIA ROMAGNA

 LA ROCCA MALATESTIANA 
SECONDA PARTE


Eccomi qui con la seconda parte delle foto scattate durante la visita alla Rocca. Ci eravamo lasciati all'interno del Palazzo Baronale nelle stanze dedicate al vasellame (link: Prima Parte ) 
Proseguiamo nella visita ed entriamo nella Torre Mastio. Questa torre è la più importante e anche la più alta della fortificazione. Era il luogo di residenza del castellano e ultima difesa quando tutto il resto era perduto. 
La prima stanza, che un tempo era accessibile solo da una scala esterna, fa da collegamento con alcuni scalini alla SALA MAGNA. Ci troviamo nella grande sala del castello dove si tenevano banchetti e ricevimenti. Nel Settecento al suo interno venne realizzato un teatro in legno. Su una delle pareti di fondo si può vedere l'albero genealogico dei Malatesta. Tra i suoi rami è possibile vedere i quattro stemmi originali in pietra. Si tratta dello stemma di Verucchio, lo stemma araldico dei Malatesta, lo stemma con la K di Carlo Malatesta e per ultimo lo stemma con le tre "male" teste oro su fondo verde.






Dalla Sala Magna due porte permettono di accedere al Cortile Interno. Qui troviamo la carrucola della cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Da questo cortile interno si può raggiungere un secondo terrapieno per le armi da fuoco. Qui in origine erano presenti due torrioni ma solo uno è sopravvissuto (il torrione SS Trinità). Qui con delle scale si può raggiungere la base del torrione. Dal Cortile interno è possibile vedere i resti della TORRE DEL MASTIN VECCHIO, la più antica della Rocca.











TORRE DEL MASTIN VECCHIO
Rientrando nel Palazzo Baronale, una scala conduce al piano superiore dove si trovano gli spazi privati della fortezza e dove oggi ci sono delle ricostruzioni degli ambienti residenziali del '400. (Sala, anticamera, camera e studio)





Proseguendo verso le scale una porta conduce sulla sommità della Torre dove si può ammirare il panorama sulla Valmarecchia a 360 gradi ma anche sul Borgo.




 






Dopo aver ammirato il piccolo borgo di Verucchio dall'alto della torre, non ci resta che scendere e concludere la visita con le ultime sale. 



Spero che questa visita virtuale vi sia piaciuta e se siete nei paraggi del borgo, dedicate qualche ora alla sua visita e naturalmente alla visita della Rocca.
Grazie e ......







mercoledì 22 maggio 2019

EMILIA ROMAGNA

 LA ROCCA MALATESTIANA 


La Rocca Malatestiana di Verucchio è una delle più grandi e meglio conservate fortificazioni malatestiane, che ha visto il sovrapporsi di diverse parti architettoniche che vanno dal XII al XVI sec. d.C.. 
È detta anche Rocca del Sasso per la sua posizione all’apice dello sperone di roccia che domina tutto il territorio, osservandola è difficile distinguere l’opera della natura da quella dell’uomo.

Verucchio, posta al centro del sistema strategico di controllo del territorio, venne sempre considerata la madrepatria dei Malatesta, qui nacque “il Mastin Vecchio” Malatesta da Verucchio, il capostipite, che conquistò Rimini nel 1295, ricordato da Dante nella Divina Commedia.
L’ultima grande figura dei Malatesta, Sigismondo Pandolfo, rimodellò nel XV sec d.C. la Rocca e la cinta muraria del borgo.

Fonte: PROLOCO DI VERUCCHIO
La Rocca del Sasso è già esistente alla fine del Xll sec. quando viene acquistata dalla famiglia dei Malatesta. È riedificata nel Xlll sec. da Malatesta da Verucchio, il Mastin Vecchio di Dante (E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,là dove soglion fan d'i denti succhio.), e continuamente modernizzata nel corso della lunga storia della casata.

Mastin Vecchio
Gli ultimi interventi avvengono per opera di Sigismondo Pandolfo Malatesta che nel '400 rifortifica tutto il borgo di Verucchio per difenderlo dalle nuove tecniche di assedio con armi da fuoco.
Nonostante ciò il castello viene preso da Federico da Montefeltro nel 1.462 con l'aiuto delle armate papali. La Rocca, passata sotto il controllo dello stato pontificio, diventa la residenza dei nuovi governatori di Verucchio e perderà nel tempo le funzioni militari per cui era stata edificata.

Partendo dalla Piazza Malatestiana, sede del Comune di Verucchio, si imbocca l'acciottolata via Rocca che in pochi minuti vi condurrà alla porta che da accesso alla cittadina racchiusa nella prima cinta muraria costruita per volere di Sigismondo Malatesta nel 1449.
La porta verso la Rocca


Attraversata la porta, dopo poche centinaia di metri in salita, eccoci arrivati ai piedi della rocca vera e propria con l'imponente torrione della SS Trinità.
Il TORRIONE













Ancora qualche metro e ci troviamo all'interno della Rocca dove una gentilissima ragazza ci ha consegnato un depliant con la pianta del castello e la descrizione delle varie sale che andremo a visitare. Essendo fuori stagione, a visitare la Rocca siamo solo io e mia moglie; fantastico !!!
Ok partiamo con la visita. Non riuscirò a postare tutte le foto in questo post in quanto sono tante e quindi ne dedicherò un altro con le rimanenti. 



La visita alla Rocca inizia dallo SPALTO. Lo Spalto in un primo tempo era una terrazza militare ed era difesa da alte mura e da due torri rivolte una a controllare la costa e l'altra a dominare il borgo. Quest'ultima è stata trasformata nel '700 nella torre dell'orologio del borgo. Ecco qualche foto.

LO SPALTO



LA TORRE DELL'OROLOGIO






Lasciamo lo spalto per entrare, attraverso l'ingresso principale, al PALAZZO BARONALE. Iniziato da Sigismondo il palazzo presenta una dimensione più residenziale rispetto agli altri locali. Al piano terra si entra attraverso un loggiato e da qui verso due stanze dove ora è esposto il vasellame trovato durante gli scavi. L'esposizione continua anche con un approfondimento sull'alimentazione in uso nel periodo medioevale e rinascimentale.



Una Gramola che serviva per impastare il pane

 
 
 

Per oggi può bastare. Nel prossimo post pubblicherò la seconda parte delle fotografie della visita alla Rocca. Spero vi siano piaciute.