E' due giorni che nevica e stamattina sulle strate, sui tetti, nei giardini ... c'erano almeno 30/40 cm di neve. La neve è bellissima ma purtroppo in città crea parecchi disagi. Vi posto qualche immagine che ho scattato ieri pomeriggio.

Per 4 persone
400g di spaghetti, 300g di calamaro, 1 grappolo di pomodorini pachino (circa 10), 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 spicchio d'aglio, abbondante prezzemolo, peperoncino macinato (facoltativo), pepe nero macinato, sale fine e olio.
In una capiente padella lasciare imbiondire lo spicchio d'aglio tagliato in due, quando avrà preso colore eliminatelo e aggiungete una leggera spolverata di peperoncino.
Aggiungete il calamaro a tocchetti e lasciate che si insaporisca per qualche minuto. Aggiungete i pomodorini tagliati in 4 o 8 a seconda delle dimensioni e lasciate cuocere per pochi minuti, insaporendo il tutto con sale e pepe.
Comunque non si tratta della solita meridiana a muro ma bensì è posta sul pavimento. Non è difficile da trovare infatti appena avrete varcato il portone d'ingresso, guardate il pavimento: questo e' spezzato da una linea meridiana che attraversa quasi l'intera larghezza della navata, e prosegue per 3 metri sul muro a sinistra. La linea e' realizzata con una striscia di ottone fiancata da entrambi le parti in marmo bianc
o. I segni del zodiaco sono disposti ad intervalli lungo la linea. C'e' un piccolo foro (foro gnomonico a 24 metri di altezza) in alto sul muro a destra entrando nel Duomo; attorno al mezzogiorno solare il raggio del sole, passando il foro, proietta un piccolo cerchio illuminato sul pavimento. Una tabella stampato e appeso al muro di sinistra indica l'ora del mezzogiorno solare, nonche' l'ora dell'alba e del tramonto.
basso a causa dello spessore del rivestimento marmoreo; così si decise che la linea meridiana avrebbe dovuto risalire per un tratto sulla parete settentrionale, per permettere la lettura anche nei mesi invernali. Per la determinazione del punto verticale si utilizzò un filo a piombo; sul pavimento venne posato un cubo di marmo incavato per contenere dell’acqua al fine di smorzare le oscillazioni del pendolo. La misura venne eseguita accuratamente tenendo conto dell’equilibrio di un pendolo immerso in un liquido e dell’allungamento elastico del filo. Per tracciare la linea meridiana si sarebbe potuto utilizzare il metodo dell’asse di archi di circonferenze concentriche. Invece ci si basò sulle misure della Specola di Brera che potevano determinare il mezzogiorno con una incertezza inferiore al quarto di secondo, la trasmissione del segnale da Brera al Duomo aggiungeva un’incertezza di un terzo di grado e la determinazione dell’immagine del disco solare un altro mezzo grado. Si scelse questo secondo metodo e non il primo, che poteva risultare più preciso, perché la precisione di uno o due secondi era giudicata sufficiente per gli scopi della meridiana. Il passaggio del sole al meridiano veniva comunicato da un addetto ad un altro che stava sulla torre del Palazzo della Regione, distante qualche centinaio di metri ma a vista e, da lì ad un artigliere pronto a far partire un colpo di cannone dalla Torre del Filarete del Castello Sforzesco. Nel 1827 il rifacimento del pavimento rese necessari lavori di ripristino della meridiana seguiti dallo stesso De Cesaris. Nel 1923 si realizzarono altri lavori per modificare sul tetto coperture e decorazioni che avevano
Bandiere nel vento