lunedì 13 ottobre 2014

QUATERPASS A RAVENNA

BASILICA DI SAN VITALE
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Per festeggiare i miei 35 anni di matrimonio (45 se conto anche gli anni pre matrimonio) abbiamo deciso di andare a visitare Ravenna. La città in se non mi ha entusiasmato mentre i luoghi che ho visitato sono a dir poco stupendi.
Parcheggiato l'auto in uno dei tanti parcheggi della città, abbiamo raggiunto a piedi la biglietteria di via Argentario (di fronte alla chiesa di San Vitale) e abbiamo acquistato un ticket dal costo di 9,50 euro che ci ha permesso di visitare:
 
La basilica di San Vitale, Il Mausoleo di Galla Placidia, Il Battistero Neoniano, Il Museo Arcivescovile e la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo.
Inoltre abbiamo visitato gratuitamente la Tomba di Dante e il Duomo di Ravenna.
Ma incominciamo con ordine: oggi vi voglio postare qualche foto della bellissima Basilica di San Vitale. Nei prossimi giorni posterò qualche foto dei suoi bellissimi Mosaici. 

QUALCHE FOTO ESTERNA DELLA BASILICA




 





venerdì 10 ottobre 2014

GENOVA


CI RISIAMO!!!
 
che schifo e ora da parte dei nostri governanti (parolona) le solite parole di rito, di cordoglio, vi siamo vicini ma nessuno fa niente sia che siano rossi sia che siano neri o blu. Tutti pensano alla propria poltrona e tutto il resto può andare a f...lo.
Dall'ultima alluvione non è cambiato nulla e nulla cambierà purtroppo. Avrei in mente una parola ma è meglio che non la dico.
 
FORZA GENOVA!!!!


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giovedì 9 ottobre 2014

Val Gardena, gli ultimi giorni della ferrata Pertini sullo spallone dello Stevia

Fonte: http://www.montagna.tv
SELVA DI VALGARDENA, Bolzano — La ferrata Pertini nell’altoatesina Vallunga, percorso attrezzato per appassionati dell’esposizione che s’inerpica sullo spallone dello Stevia, sarà smantellata entro la fine dell’anno. Aperta nel 2003 dalla guida locale Mauro Bernardi e intitolata al Presidente della Repubblica in memoria dei suoi soggiorni estivi presso il vicino centro di addestramento carabinieri di Selva Val Gardena, la ferrata danneggerebbe la fauna avicola locale e per questo cavi e scalette dovranno sparire.. . . . . . .  .





VAL DI NON - TUENNO

RACCOLTA DELLE MELE
 
Come ogni anno (ormaio sono 18) vado dagli amici della Val di Non per la raccolta delle mele. Purtroppo è solo per un giorno (mi piacerebbe stare qualche giorno in più ma il lavoro non me lo permette) ma è un giorno intenso e passato in piacevole compagnia. Si fatica ma si sta all'aria aperta, si mangià tutti insieme nei campi e poi alla sera stanchi ma felici si ritorna a casa. Ecco alcune foto scattate tra un cesto, un panino, un pezzo di strudel e quant'altro!!!  
 














 
 
 


martedì 7 ottobre 2014

MILANO - DUOMO

Vetrate del duomo di Milano
 
E' un pò che non posto qualche immagine della mia bella Milano. Qualche settimana fa ero andato insieme agli amici della Val di Non a visitare il Duomo di Milano e mi sono soffermato a ammirare le splendide vetrate. Ecco qualche foto ma prima qualche notizia sulla loro storia.
 
STORIA
Il duomo di Milano ospita un ciclo di 55 vetrate monumentali, realizzate tra la fine del Trecento agli anni ottanta del Novecento.
La costruzione di vetrate nel cantiere del duomo milanese cominciò a soli vent'anni dalla sua fondazione, all'inizio del Quattrocento, per i grandi finestroni dell'abside, che venivano man mano completati. Di queste prime vetrate non restano che scarsissimi frammenti, in quanto già nel secolo successivo molte di esse vennero rifatte: tra questi si conservano sei busti di vegliardi contenuti entro antelli trilobati, provenienti dalla distrutta vetrata di santa Giuditta e oggi inclusi nella vetrata di san Martino, attribuiti alla mano del celebre miniatore Michelino da Besozzo.
Nella seconda metà del Quattrocento la fabbrica si dotò di due forni da vetro appositamente per la realizzazione delle vetrate, particolarmente ampie e numerose nella zona absidale che allora veniva edificata. Alle maestranze italiane, con Stefano da Pandino, Niccolò da Varallo, Maffiolo da Cremona, Cristoforo de' Mottis e Franceschino Zavattari, si affiancarono maestri provenienti dai grandi cantieri vetrari delle cattedrali d'Oltralpe, in particolare della zona renana e dalle Fiandre.
Molte delle prime vetrate furono commissionate dai Visconti, allora duchi di Milano, dei quali riportavano spesso gli stemmi o le imprese. Successivamente le elargizioni per la loro realizzazione arrivarono dalle varie corporazioni delle arti e mestieri presenti in città, quali il collegio dei notai (vetrata di San Giovanni Evangelista), degli speziali (vetrata di Santa Giuditta), degli orefici, (vetrata di sant'Eligio), eccetera.
La produzione vetraria continuò per tutto il Cinquecento, quando furono realizzate le vetrate per le absidi nord e sud, e per tutti i finestroni della navata principale. Fra i mastri vetrai egemoni in questo periodo vi furono Corrado Mochis, proveniente dal cantiere del duomo di Colonia, e Valerio Perfundavalle, da Lovanio. Mentre in alcuni casi essi curarono la realizzazione delle vetrate a partire dal disegno, in altri casi trasposero su vetro cartoni realizzati da affermati pittori, quali l'Arcimboldo, Pellegrino Tibaldi, Carlo Urbino e altri artisti di scuola manierista.
La realizzazione delle vetrate si arrestò completamente nel XVII e XVIII secolo, per poi riprendere solo nell'Ottocento. Giovanni Bertini iniziò, a partire dal 1838, il quasi totale rifacimento dei monumentali finestroni dell'abiside principale e delle due absidi dei transetti. Dopo la sua morte (1849) il lavoro fu proseguito dai figli Giuseppe e Pompeo.
Si era tuttavia persa la tecnica di realizzazione della vetrata tramite assemblaggio di vetri colorati su quali veniva riportato il disegno con la lavorazione a grisaille. Nel XIX secolo i vetri vennero invece realizzati col metodo della pittura a fuoco, con una tecnica molto più simile ala pittura, con la quale venivano fissati i colori su vetri originariamente neutri, dando luogo a risultati molto più modesti dal punto di vista luminoso e cromatico. L'originale tecnica di composizione a mosaico di vetri colorati, e non più dipinti, venne ripresa nel corso del Novecento, da Aldo Carpi e dall'ungherese János Hajnal.
 









giovedì 2 ottobre 2014

MILANO - PARCO SEMPIONE

LA PRIMA NEBBIOLINA
AL PARCO SEMPIONE
 




mercoledì 1 ottobre 2014

NOTIZIE

IL CONCERTO PIU' ALTO D'EUROPA
PER FESTEGGIARE I 150 ANNI
DALLA PRIMA SALITA IN MARMOLADA

 
 

TRENTINO ALTO ADIGE

DAL MONTE PANA A SALTRIA
 
La giornata non era certo delle migliori (come quasi tutte le giornate della mia permanenza in Dolomiti) ma la voglia di restare chiuso in casa era uguale a zero, quindi con la macchiana abbiamo raggiunto il Monte Pana (sopra Santa Cristina). Lasciata l'auto al parcheggio dell'albergo ci siamo incamminati lungo la strada forestale che porta all'Alpe di Siusi. Una bella e tranquilla camminata in mezzo ai boschi per circa un'ora o poco più.