sabato 8 febbraio 2020

ISLANDA - LA TERRA DEL GHIACCIO E DEL FUOCO



Nel post precedente eravamo a Modrudalur dove, dopo aver visitato le Turf House e dopo aver pranzato a base di panini nell’unico ristoro del paese, eravamo ritornati alla macchina con destinazione la cascata di DETTIFOSS.


VERSO LE CASCATE DETTIFOSS 
Saliti in auto percorriamo i circa 8 chilometri che ci separano dalla Hringvegur. Ripresa la Ring ci sono ancora 27 km da percorrere per arrivare alla deviazione per la Hólsfjallavegur (864).





La Hólsfjallavegur (864) è la strada  che collega la Hringvegur con la Norðausturvegur nei pressi di Ásbyrgi. Correndo sulla riva destra del fiume Jökulsá á Fjöllum, permette di accedere alla zona delle cascate Selfoss, Dettifoss e Hafragilsfoss. Eccoci arrivati alla deviazione. La 864 non è asfaltata e le condizioni sono sicuramente peggiori rispetto alla 939 fatta in mattinata e se non bastasse i km che ci separano dalla deviazione al parcheggio della cascata sono circa 35. Per percorrere questo tratto ci abbiamo messo circa 55 minuti e purtroppo la dovremo rifare per riprendere la strada che ci porta all’hotel. 


















Eccoci arrivati al parcheggio. Il nostro Jimny ha sofferto un pochino a percorrere la 864 e noi siamo shakerati come un caffè.  Una cosa però abbiamo imparato e ci verrà utile per il ritorno: per sentire meno le buche della strada bisogna percorrerla ad una velocità di almeno 50 / 60 km orari. 
Non c’è tanta gente anche perché il tempo non è certo dei migliori e oltre al vento freddo a tratti nevica. Cosa devo dire del momento in cui vi si apre davanti Dettifoss in tutta la sua potenza??? Niente, le parole non servono.

Mi ritrovo sperduto in questo angolo di mondo con pochissima vegetazione, il sentiero da percorrere per raggiungere la cascata è di rocce grigie e nere e gli unici colori sono quelli del cielo. Man mano che ci avviciniamo bisogna mettere attenzione a non scivolare per le numerose rocce bagnate dagli spruzzi della cascata. Dopo pochi minuti ci troviamo davanti a una massa di acqua alta 45 metri: è la cascata con la maggior portata d’acqua (quindi più potente) d’Europa. Il rumore che produce è pazzesco e fa quasi paura. Qui di seguito ho voluto postare un breve video che ho scaricato da Youtube "golominasblog" (purtroppo non ne ho uno mio) dove si può sentire la massa d'acqua in tutta la sua potenza.

Ecco qualche foto:





























Peccato per il brutto tempo. Scattate qualche foto ritorniamo al parcheggio e riprendiamo il viaggio verso Reykjahlid la nostra ultima destinazione della giornata che è poi anche la location del nostro secondo Hotel. 


Lasciamo la 864 e appena ripresa la Hringvegur transitiamo sopra un ponte che ha un nome alquanto originale: The Golden Gate Bridge of The Highlands. Dopo circa una quarantina di minuti ed a circa 6/7 km dalla nostra destinazione notiamo davanti a noi una zona fumante alle pendici di un monte. 


Incuriositi decidiamo di fermarci. Il luogo è davvero suggestivo e di gran fascino e la sensazione è di trovarsi su un altro pianeta. Ci troviamo alle pendici del monte Námafjall e davanti a noi tante persone si muovono tra crateri pieni di fango che ribolle.
Parcheggiamo l’auto e cominciamo a passeggiare tra i vari fumi e crateri dei piccoli vulcani sparsi per il campo. Alcuni cartelli avvertono del concreto rischio di scottarsi, perché i fanghi ed il vapore raggiungono gli 80/100 gradi centigradi. Camminando tra i vari crateri non si può non notare i tanti colori che contraddistinguono il posto; si passa dall’azzurro del cielo al marrone della terra con sfumature ocra per passare al grigio argenteo del fango interno alle pozze ed alle fumarole. Prima di pubblicare qualche foto, ecco qualche notizia sul sito.


L'area geotermica di Námafjall si trova nel nord-est dell'Islanda, sul lato est del lago Mývatn. In questa zona, conosciuta anche come Hverir, vedrai molte fumarole fumanti e pentole di fango bollenti, circondate da cristalli di zolfo di molti colori diversi. Questo zolfo conferisce alla zona un odore travolgente di uovo. Il terreno nell'area ha poca vegetazione a causa dell'acidità causata da questi processi geotermici. Nel 1969 fu costruita una centrale geotermica a ovest della zona di Námafjall. L'impianto attualmente produce 3MW di energia geotermica.

Ecco qualche foto: 















































Ritorniamo alla macchina e puntiamo decisamente verso l’hotel. Eccoci arrivati, l’hotel è molto confortevole e per cena decidiamo di mangiare al ristorante al suo interno. La cena è stata veramente buona anche se piuttosto cara (Zuppa di aragosta e Baccalà poi Artic Chair e Cat fish) in tre abbiamo speso circa 180 euro. 



Dopo cena, per digerire il cibo ingerito ma anche il conto, facciamo quattro passi sulle rive del lago Myvatn .






Siamo veramente stanchi quindi decidiamo di andare a dormire. E’ stata una giornata faticosa, molto fredda ma anche molto piacevole.  Domani ci aspetterà un’altra giornata fantastica.
Grazie per la vostra visita e ritornate a trovarmi. Ciao



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