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lunedì 15 febbraio 2021

RAVENNA


«[...] qui dove un'antica vita
si screzia in una dolce
ansietà d'Oriente»

(Eugenio MontaleLe occasioni/Dora Markus, vv. 11-13)

La storia di Ravenna è antica ma nello stesso tempo incerta.
Forse fu fondata dai Tessali provenienti dall’odierna Tessaglia (Grecia), oppure fondata dai Tirreni provenienti dall’isola greca di Lemno.
Forse fu abitata dagli Umbri, considerati la più antica popolazione italica e prima ancora dagli Etruschi, civiltà italica con forti contaminazioni autoctone, greche e orientali. Una cosa è certa, è una città con oltre due millenni di storia.
Una cosa certa è che Ravenna è in realtà una cittadina straordinaria con otto monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Negli ultimi mesi del 2020 avevo pubblicato le foto delle mie visite, questo post vuol essere solo un riepilogo delle pubblicazioni.

Qui di seguito la tabella con i links dei monumenti che ho visitato.


RAVENNA

(Clicca sulla foto per le fotografie) 

BASILICA DI SAN VITALE

La Basilica di San Vitale è uno dei monumenti più importanti dell'arte paleocristiana in Italia, in particolar modo per la bellezza dei suoi mosaici.

 


BATTISTERO NEONIANO

Il Battistero risale al V secolo. Prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso.

 


MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

A pochi passi da San Vitale, all'ombra di un bellissimo platana, si trova un autentico «scrigno», la cui porta rappresenta una sorta di breccia che collega Terra e Cielo: il mausoleo di Galla Placidia. 




BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, fatta costruire da Teodorico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa palatina, di culto ariano......

 

 


TOMBA DI DANTE E CENTRO STORICO

La Tomba di Dante fu costruita tra il 1780 e il 1782 per volontà del cardinal legato Luigi Valenti Gonzaga e su progetto dell'architetto ravennate Camillo Morigia......

 

 



sabato 23 gennaio 2021

RAVENNA

 


Quinto post dedicato alla bellissima Città di Ravenna. Per chi non ha avuto l'occasione di vedere i primi quattro, qui di seguito pubblico i link.

  1. LA BASILICA DI SAN VITALE ➜ QUI
  2. BATTISTERO NEONIANO      ➜ QUI
  3. MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA ➜ QUI
  4. BASILICA DI SANT'APOLLINARE NUOVO ➜ QUI
Nel post di oggi vi presenterò un luogo dove da tantissimi anni è sepolto uno dei più grandi poeti Italiani: 
DANTE ALIGHIERI.


La tomba dove è sepolto il poeta non è distante da uno dei monumenti più belli di Ravenna, il Battistero Neoniano.





A lungo, o poeta, sostò la tua polvere senza l'onor della tomba,

finché il leone veneto non dominò Ravenna:

ti costruì allora la bella cappella l'esimio Bembo,

degno di essere padre di un più famoso figlio.


La Tomba di Dante fu costruita tra il 1780 e il 1782 per volontà del cardinal legato Luigi Valenti Gonzaga e su progetto dell'architetto ravennate Camillo Morigia, secondo i contemporanei dettami neoclassici, nell'intento di restituire nobiltà e decoro alla sepoltura dantesca, fino ad allora ospitata all'interno di una semplice cappellina, più volte ristrutturata nel corso dei secoli.

Il tempio presenta una facciata esterna molto semplice, con una porta sovrastata dallo stemma arcivescovile del Cardinal Gonzaga, e sulla cui architrave è scritto in latino: DANTIS POETAE SEPULCRUM. 



Ma qual è la storia della sua sepoltura?

Il giorno dopo il decesso, Dante fu subito sepolto all’interno del sarcofago in cui ancora oggi giace, ma che era posto all’interno del chiostro di Braccioforte; solamente alla fine del XV secolo, fu spostato sul lato ovest del medesimo. Firenze, però, non stette a guardare: iniziò a reclamare le spoglie del suo illustre cittadino, soprattutto quando furono nominati papi i fiorentini Leone X e Clemente VII.

Leone X, insieme a Michelangelo, inviò una delegazione a Ravenna a recuperare i resti di Dante, ma ebbe una brutta sorpresa: il sarcofago era vuoto. Attraverso un buco che dal chiostro raggiungeva la tomba, i frati francescani li avevano “trafugati” per metterli in salvo  e, una volta restituiti al sarcofago, ecco che questo venne spostato all’interno del chiostro così da poter essere costantemente sorvegliato. Anche una seconda volta, i frati tolsero le ossa dall’urna originaria per nasconderle: accadde nel 1810, in pieno periodo napoleonico. La cassetta fu murata nell’oratorio attiguo, e nessuno ne seppe più nulla.

Per anni, chi faceva visita alla Tomba di Dante faceva visita in realtà ad una tomba vuota. Fino a quando, il 27 maggio 1865, un operaio ritrovò quell’urna. Uno studente, tale Anastasio Matteucci, tradusse l’iscrizione che l’urna recitava e gridò allo stupore: le ossa di Dante erano lì, non nella tomba! Ed ecco che la sua salma fu ricomposta, ed esposta al pubblico in una teca di cristallo per poi essere tumulata (di nuovo) nel tempietto che oggi possiamo ammirare. E Firenze? Firenze non potè far altro che arrendersi, costruendo un secondo tempietto neoclassico in Santa Croce, con Dante che – pensoso – è innalzato a gloria dall’Italia. Mentre la Poesia, guardando al sarcofago, piange.

La tomba vera e propria, tutta rivestita di marmi e stucchi, consiste in un sarcofago di età romana con sopra scolpito (in latino) l'epitaffio in versi dettato da Bernardo Canaccio nel 1366):

«Iura monarchiae superos Phlegetonta lacusque
lustrando cecini voluerunt fata quousque
sed quia pars cessit melioribus hospita castris
actoremque suum petiit felicior astris
hic claudor Dantes patriis extorris ab oris
quem genuit parvi Florentia mater amoris»


Al di sopra del sepolcro è un pregevole bassorilievo del 1483, opera di Pietro Lombardo, raffigurante Dante pensoso davanti ad un leggio. 


Ai piedi del sarcofago vi è una corona in bronzo e argento donata nel 1921, in occasione del 6º centenario della morte di Dante dall'Esercito italiano, dopo la vittoria nella Grande Guerra. A destra una colonnina di alabastro del Carso, con una ghirlanda d'argento donata dalla città di Fiume, regge  un'ampolla argentea donata nel 1908 dalle città di Trieste, Trento, Gorizia e dalle provincie dell'Istria e della Dalmazia, territori allora governati dall'Impero austro-ungarico ma a maggioranza italiana. Sul soffitto arde perennemente una lampada votiva settecentesca, alimentata da olio d'oliva dei colli toscani che è offerto da Firenze ogni anno la seconda domenica di settembre in memoria dell'anniversario della morte del poeta (scomparso nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321).


A fianco del mausoleo dantesco è il giardino con il Quadrarco di Braccioforte, antico oratorio, che prende nome da una leggenda secondo la quale due fedeli prestarono un giuramento invocando il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine era posta in quel luogo. Nel Quadrarco sono presenti due sarcofagi del V secolo, poi riutilizzati dalle famiglie ravennati dei Pignata e dei Traversari. Al centro del giardino, un dosso verdeggiante ricorda il luogo in furono conservate le spoglie dantesche durante la Seconda Guerra Mondiale.

 



La Tomba di Dante, il giardino con il Quadrarco e i chiostri francescani, nei quali ha sede il Museo Dantesco, fanno parte della cosiddetta “Zona del Silenzio”, l'area di rispetto che circonda il luogo della sepoltura del poeta e che assunse l'aspetto attuale nel 1936, grazie al progetto dell'architetto Giorgio Rosi.


Con il divino Dante terminano i miei post dedicati a Ravenna. Spero che le foto vi siano piaciute e per finire ecco qualche scatto fatto durante il gironzolare della città. Grazie per la vostra visita e mi raccomando STAY TUNED!!!








martedì 29 dicembre 2020

RAVENNA

 

Eccomi con il quarto post dedicato alla bellissima Città di Ravenna. Nei primi tre post avevo pubblicato i primi tre monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per chi non ha avuto l'occasione di vederli qui di seguito pubblico i link.
  1. LA BASILICA DI SAN VITALE ➜ QUI
  2. BATTISTERO NEONIANO      ➜ QUI
  3. MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA ➜ QUI
Palazzo di Teodorico
Nel post di oggi, è la volta della BASILICA DI SANT'APOLLINARE NUOVO.
Monumento Patrimonio mondiale dell'Unesco 
questo edificio religioso sorse accanto al palazzo del Re degli Ostrogoti "Teodorico". 




La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, fatta costruire da Teodorico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa palatina, di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la sua intitolazione a Sant'Apollinare, detta "Nuovo" per distinguerla da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città. 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Storia

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa di culto ariano con il nome di Domini Nostri Jesu Christi. Fu la chiesa palatina di Teodorico[2] (cioè una chiesa per l'uso della sua corte).

In seguito alla conquista della città da parte dell'Impero bizantino (540) l'imperatore Giustiniano passò in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti dagli ariani. Tutti gli edifici legati ai goti e all'arianesimo furono integrati al culto cattolico. La basilica ex teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

Sant'Apollinare Nuovo porta i segni tangibili di quest'operazione: la fascia sopra gli archi che dividono le navate era corredata da un ciclo di mosaici con temi legati alla religione ariana. Su iniziativa del vescovo Agnello, il ciclo fu cancellato e la fascia ridecorata ex novo. Furono risparmiati solo gli ordini più alti (con le "Storie di Cristo" e con i profeti), mentre nella fascia più bassa, quella più grande e più vicina all'osservatore, si procedette a una vera e propria ridecorazione, che salvò solo le ultime scene con le vedute del Porto di Classe e del Palatium di Teodorico, sebbene epurate per una damnatio memoriae di tutti i ritratti, che probabilmente appartenevano a Teodorico stesso e ai suoi dignitari.

Nell'anno 725 la chiesa venne danneggiata da un violento terremoto, che ne fece crollare l'abside. Il sisma demolì anche la Basilica petriana di Ravenna.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall'omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Nel corso della prima guerra mondiale, nella notte del 12 febbraio 1916 la chiesa fu bombardata causando gravi danni. L'immagine dell'antica chiesa bizantina sfigurata dalle bombe fece il giro del mondo, suscitando la più ampia riprovazione.

La Basilica presenta una facciata timpanata, inquadrata da lesene e traforata da una bifora sormontata da due piccole finestre. In origine, forse, era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di marmo databile al XVI secolo. Sul lato destro il bel campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni ravennati, risale al IX o X secolo






lunedì 7 dicembre 2020

RAVENNA

 

Rieccomi con il terzo post dedicato alla Città di Ravenna. Come già scritto nei precedenti, ci sono ben otto monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
I primi due post li avevo dedicati, il primo alla Basilica di San Vitale mentre il secondo al Battistero Neoniano (Se per caso non li avete visti potete cliccare qui per la Basilica di San Vitale mentre per le foto del Battistero Neoniano dovete cliccare qui)

In questo terzo capitolo vi voglio far conoscere un monumento piccolo ma di una bellezza straordinaria: IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA




A pochi passi da San Vitale, all'ombra di un bellissimo platana, si trova un autentico «scrigno», la cui porta rappresenta una sorta di breccia che collega Terra e Cielo: il mausoleo di Galla Placidia

Anche se oggi appare come un edificio a sé, in origine doveva collegarsi al lato meridionale del nartece della vicina Chiesa di Santa Croce, realizzata sempre da Galla nel secondo quarto del V secolo.


MA  CHI  ERA  GALLA PLACIDIA?

Elia Galla Placidia
è stata un'imperatrice romana, figlia dell'imperatore Teodosio I (che regnò dal 378 al 395) e della sua seconda moglie Galla.
Nipote di tre imperatori, figlia di uno, sorella di due, moglie di un re e di un imperatore, madre di un imperatore e zia di un altro, la nobilissima Galla Placidia fu dapprima ostaggio presso i Visigoti, poi loro regina; il suo matrimonio con re Ataulfo e la nascita del loro figlio Teodosio rientrarono in una politica di avvicinamento tra barbari e Romani, ma la morte del bambino e quella del sovrano posero fine a questa possibilità.
Galla sposò l'imperatore Costanzo III, ottimo generale e collega di suo fratello, l'Augusto Onorio, ma la morte del consorte fu seguita da un rapido degrado dei rapporti con l'imperatore e Galla dovette rifugiarsi con i due figli a Costantinopoli, alla corte del nipote Teodosio II. A seguito della morte di Onorio, in Occidente salì al trono un usurpatore; con l'aiuto dell'esercito orientale, Galla tornò in Occidente, depose l'usurpatore e pose sul trono il giovanissimo figlio Valentiniano III, per il quale fu reggente.
Nei dodici anni in cui regnò sull'Impero romano d'Occidente, Galla dovette gestire il confronto fra tre potenti ed influenti generali, Costanzo Felice, Bonifacio ed Ezio. Dopo che quest'ultimo emerse vincitore, Galla ne ostacolò le mire di influenza su Valentiniano.
Gli ultimi anni furono caratterizzati dalla gestione della turbolenta figlia Onoria e dal coinvolgimento nelle vicende religiose: fu una fervente cristiana, intransigente verso le ultime espressioni del paganesimo.

IL MAUSOLEO

Esternamente è molto semplice e modesto, soprattutto se confrontato con la ricchezza della decorazione musiva interna, resa ancora più splendente dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.
La parte inferiore delle pareti è rivestita da marmi mentre la zona superiore è interamente decorata da mosaici che ricoprono pareti, archi, lunette e cupola. 
Quest'edificio emana un'atmosfera magica. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito nel corso dei secoli la fantasia e la sensibilità dei visitatori tanto che si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze a Ravenna, rimase talmente colpito dall'atmosfera del piccolo mausoleo e dalle sue stelle, da comporre la sua famosissima canzone Night and Day.

Come scritto in precedente, il mausoleo si trova vicinissimo alla basilica di San Vitale dove un breve  camminamento ci porta in pochi minuti al mausoleo.


Eccoci all'interno. La prima cosa che attira la nostra attenzione è la cupola che domina lo spazio interno, affiancata sui lati da quattro lunette. Altre quattro lunette si trovano alle estremità dei bracci, mentre i bracci hanno volte a botte. La cupola è dominata dalla Croce in una volta di stelle di grandezza decrescente verso l'alto, su sfondo blu, secondo un modello che durerà per tutto il Medioevo.


Nelle lunette della cupola vengono rappresentati coppie di Apostoli, con le braccia alzate in adorazione verso il centro ideale dell'edificio, la Croce.



Nella lunetta sopra l'ingresso si trova una raffigurazione del Buon Pastore (simbolo del Cristo), imberbe, seduto su una roccia e circondato da pecore che si rivolgono tutte verso di lui in un prato idilliaco.



Nella lunetta opposta San Lorenzo sulla graticola entra correndo dalla destra, recando una larga Croce sulla spalla, mentre con l'altra mano regge un libro aperto su cui è espressa una scrittura recante tanti quadratini staccati l'uno dall'altro: è la scrittura ebraica. Egli si rivolge alla graticola sul pavimento e a un armadietto che contiene i Vangeli i quali sono simboli della Fede. 



Nelle lunette laterali sono collocati cervi fra tralci di arbusti che si abbeverano. Sono presenti pure colombe che bevono alla fonte, simbolo delle anime cristiane che si abbeverano alla grazia divina.



Anche la pubblicazione del bellissimo mausoleo si conclude qui. Spero che vi siano piaciute e oltre a ringraziarvi per la vostra visita, vi do appuntamento nei prossimi giorni per un altro bellissimo monumento di questa bellissima città.
Ciao a tutti e mi raccomando ....