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mercoledì 11 marzo 2026

TRENTINO ALTO ADIGE

 

Il Lago di Carezza, incastonato tra i fitti boschi di abeti ai piedi del massiccio del Latemar, è un vero e proprio paradosso cromatico. Non a caso, nella lingua ladina, è chiamato Lec de Ergobando: il Lago dell'Arcobaleno.

1.   IL VERDE DELL'ACQUA: UN CRISTALLO LIQUIDO

L'acqua di Carezza non ha un colore statico; è un prisma che reagisce alla luce e alla profondità.

Il Verde Smeraldo e Malachite: Nelle zone più profonde, il colore vira verso un verde intenso, quasi materico, che ricorda la pietra preziosa. È una tonalità fredda e purissima, dovuta alla limpidezza dell'acqua di sorgente e ai minerali presenti sul fondo.





Trasparenze Turchesi: Dove il fondale risale, il verde si schiarisce in sfumature acquamarina e turchese, creando un contrasto netto con il bianco calcareo delle rocce sommerse






2. Il Verde della Vegetazione: Una Cornice di Resina

Il bosco che circonda il lago è dominato dall'Abete Rosso, noto anche come "l'abete di risonanza" (usato per i violini Stradivari). A differenza del verde brillante dei prati alpini, gli aghi degli abeti offrono una tonalità cupa, solenne, quasi nerastra se visti in controluce. 













L'Eredità della Tempesta Vaia: 
È impossibile non notare il "verde che rinasce". Dopo la tempesta del 2018 che ha abbattuto migliaia di alberi, il paesaggio alterna il verde antico dei giganti rimasti in piedi al verde tenero e acceso del sottobosco e dei giovani alberi che stanno riconquistando il terreno.




Muschi e Licheni: 
Attorno alle rive, i massi sono ricoperti da un tappeto di muschi soffici, di un verde vellutato che assorbe la luce, aggiungendo una texture morbida al paesaggio altrimenti aspro e roccioso.


Per concludere, Il Lago di Carezza è la prova che la natura non ha bisogno di filtri. È uno scrigno di smeraldo incastonato tra le Dolomiti, dove il tempo sembra fermarsi per permettere ai colori di dare spettacolo.
Ricordate: questo lago è un ecosistema tanto meraviglioso quanto fragile. Rispettate i sentieri e le recinzioni per far sì che i suoi colori continuino a brillare per le generazioni future.

Grazie per la vostra visita e mi raccomando ritornate a trovarmi.


venerdì 16 gennaio 2026

TRENTINO ALTOADIGE

 


Sono giornate per me molto intense che non mi permettono di continuare con la pubblicazione delle foto scattate nel breve viaggio a Budapest.
Aspettando tempi migliori, non mi resta che pubblicare qualche scatto fatto la scorsa estate a SELVA DI VALGARDENA.
Protagonista quasi assoluto è il meraviglioso gruppo del SELLA.


A seguire qualche scatto del caratteristico campanile della chiesa di Selva di Val Gardena con sullo sfondo lo spettacolare Gruppo del Sella, con le sue imponenti pareti rocciose e le cime frastagliate.



Concludo il breve post con qualche scatto della mia passione: I Fiori.



      


lunedì 25 agosto 2025

TRENTINO ALTO ADIGE

 


E' dal 1999 che frequento la Val Gardena ed è dal 1999 che, in occasione del mio soggiorno in valle, mi ritaglio qualche ora per una breve camminata in VALLUNGA
La Vallunga è una piccola ma affascinante vallata alpina facilmente raggiungibile da Selva di Val Gardena all’interno del parco naturale Puez-Odle.
Percorrendo il sentiero che l’attraversa potrete ammirare a sinistra l’imponente Monte Stevia e le vette del Gruppo del Puez e delle Odle, mentre sulla destra si scorgono le montagne del Gruppo del Cir e del Col Turont.
Le prime foto le ho scattate durante l'avvicinamento della valle e riguarda il panorama di Selva con sullo sfondo il gruppo del SELLA.



Eccoci arrivati all'ingresso della valle. Da qui partono anche i sentieri che conducono al Rifugio Puez e alla Val de Chedul, una valle laterale della Vallunga, situata nel Parco Naturale Puez-Odle in Val Gardena. È nota per la sua natura incontaminata, i paesaggi vari e la tranquillità, offrendo un'alternativa meno affollata rispetto ad altre zone più frequentate della valle. 
Ecco l'ingresso alla valle.




Le immagini successive mostrano le guglie del gruppo del Cir. Le guglie emergono oltre il profilo della valle, con le loro creste appuntite che si stagliano contro il cielo il cielo azzurro.



Dopo una breve camminata eccoci arrivati al cospetto della piccola cappella di SAN SILVESTRO.
Si tratta di una piccola ma graziosa cappella dedicata al patrono del bestiame. I restauri del 1993 hanno portato alla luce degli affreschi raffiguranti la vita di Gesù risalenti a 300 anni fa.
Ecco qualche foto




Ecco due scatti all'interno.


Concludo questo breve post dedicato alla valle con un paio di scatti relativi ad un dolce tipico della zona del Trentino Alto Adige: LO STRUDEL CON LA SALSA DI VANIGLIA CALDACHE BONTA'!!!!!


Grazie per la visita!
Ciao a presto !!