sabato 19 agosto 2023

TRENTINO

 


Dopo qualche giorno di pausa, rieccomi a postare qualche foto scattata prima della mia partenza per la Florida.

Era intorno il 20 di giugno, quando mi sono preso qualche giorno di relax (gentilmente offerto dai figli) in una località turistica nel cuore dell'altopiano Brenta - Paganella.

La località in questione è il paese di ANDALO.

Come scritto sopra, Andalo sorge su un'ampia sella prativa al centro dell'altopiano Brenta - Paganella, dominata ad ovest dal Piz Galin (2442 m s.l.m.) ed a est dalla Paganella ( 2125 m s.l.m.). Il suo territorio rientra in parte nell'area protetta del parco naturale Adamello-Brenta.


Il paese di Andalo ha origini medievali, ed era un tempo caratterizzato dalla suddivisione in quattordici masi (Bortolon, Cadìn, Casa Nova, Clamer, Doss, Fovo, Ghezzi, Melchiori, Monech, Pegorar, Perli, Ponte , Roni e Toscana). Tale caratteristica è in parte riconoscibile ancora oggi, sebbene i masi si siano quasi interamente ricongiunti a seguito del considerevole sviluppo urbanistico del paese (ad esclusione del Maso Pegorar e maso Doss che rimangono ad oggi ancora visibilmente distaccati dal resto del paese, in posizione panoramica). A partire dalla metà del XX secolo, il paese di Andalo ha conosciuto un notevole sviluppo turistico, diventando in breve un luogo di villeggiatura di primaria importanza. Gli impianti di risalita della Paganella e le numerose strutture ricettive ne fanno una delle località trentine più frequentate sia durante la stagione invernale che estiva.


Purtroppo non sono molte le foto che ho da pubblicare di Andalo in quanto Andalo è stato solo il punto di appoggio dove pernottare. 
Incomincio con le foto del Hotel che ci ha ospitato.
L'Hotel si chiama EDEN. Si tratta di un hotel adatto alle famiglie con bambini piccoli e posto in una zona abbastanza centrale del paese.
Ecco qualche scatto.




Le foto che seguono le ho scattate durante le brevi camminate nel centro del paese. 
Il centro e la chiesa di Andalo






Panorami sul Brenta



Termino con queste foto il post dedicato ad Andalo.
Grazie per la vostra visita e ritornate a trovarmi. 
Ciao Ciao

domenica 13 agosto 2023

AVVISI

 


SI RIPARTE PER LA FLORIDA

E' IL QUINTO VIAGGIO, UN QUINTO VIAGGIO PIUTTOSTO IMPEGNATIVO MA ALTRETTANTO INTERESSANTE. 

PER QUALCHE GIORNO SARO' ASSENTE DAL MIO BLOG MA POI RIPRENDERO' ALLA GRANDE.

CIAO A TUTTI!!!!



venerdì 11 agosto 2023

VENEZIA - IL VIAGGIO

 


Dopo più di un mese, rieccomi a postare qualche scatto fatto durante il mio mini viaggio a Venezia.
Oggi vi voglio far conoscere una piccola statua con una storia veramente curiosa. 
Siamo in Campo San Giacometo, nel Sestiere di San Polo, praticamente ai piedi del Ponte di Rialto dalla parte del Mercato del pesce. In questo campo si eseguivano gli scambi commerciali che la Repubblica Serenissima eseguiva con il vicino oriente. In questo campo c'è una piccola statua rappresentante un uomo curvo sotto una scaletta intento a sopportare un peso immane sulle sue spalle:
IL GOBBO DI RIALTO
Non si tratta di un vero gobbo ma della raffigurazione statuaria di un uomo, esistito davvero secondo le leggende, condannato a sostenere il peso di una scala e poi morto per la fatica. 

Costruito nel 1541 da Pietro di Sarlò, il "gobbo di Rialto" venne posto in un punto strategico della città, nel luogo di incontro di mercanti e uomini d'affari, nonché posto adibito all'annuncio pubblico delle decisioni più importanti dello Stato veneziano ma anche delle condanne a morte. Proprio alla sommità della scaletta che sovrasta il cosiddetto "gobbo", infatti, venivano dichiarate da parte del messo di turno le nuove leggi, le nuove condanne e le nuove decisioni da parte dell'alta rappresentanza della Repubblica di Venezia. Oltre a essere, però, un luogo di divulgazione, questa statua divenne anche simbolo di qualcos'altro. Il popolo, infatti, decise di farla diventare una vera e propria "statua parlante", proprio come quella del Pasquino di Roma, cioè il punto esatto in cui lasciare bigliettini con frasi inguiriose o beffe anonime sui potenti di turno per esprimere tutto il malumore del popolo nei confronti delle decisioni prese dalla rappresentanza. 
Questa statua però ha rappresentato anche un punto molto importante per tutti i condannati alla fustigazione.
Per i condannati se il supplizio iniziava tra le colonne di Marco e Todaro in piazzetta San Marco era proprio ai piedi di questa statua, tra la folla che infieriva, che la loro condanna giungeva al termine non prima, però, di aver dato un bacio al "gobbo"

Ecco qualche foto.




Il bacio alla statua del "gobbo" nel 1545 fu sostituito dal bacio alla cosiddetta "croce dei frustai", una croce metallica posizionata su un pilastro, sempre in campo San Giacometto, che assunse il ruolo di punto finale della pena della fustigazione, sostituendosi al "gobbo", simbolo forse troppo profano per l'epoca. 


Termino con queste foto questa breve pubblicazione. Spero che le foto e le notizie vi siano piaciute e vi do appuntamento per altre foto e altre curiosità di Venezia.
Grazie della vostra visita e ......

mercoledì 9 agosto 2023

AVVISO

 


Sono rientrato dalle mie vacanze montane. Ho bisogno ancora di qualche giorno prima di ricominciare a pubblicare qualche foto. 

Nell'attesa ecco due scatti veloci fatti presso uno dei più bei laghi trentini: IL LAGO DI MOLVENO.





giovedì 20 luglio 2023

AVVISO

 


I'M  ON  HOLIDAY

martedì 18 luglio 2023

MONZA - ROSETO

 


Sono un grande appassionato di fiori e non perdo mai l'occasione per fare qualche scatto. Domenica scorsa, approfittando della bella giornata, mi sono recato al Parco di Monza. Dovete sapere che di fianco all'ingresso del Parco c'è il ROSETO NISO FUMAGALLI. Una delle attrazioni principali del Roseto è un fiore per me bellissimo: LA NINFEA
Dovete sapere che per gli antichi greci la ninfea simboleggiava l'amore platonico e l'amore non corrisposto o destinato a non essere mai consumato, e in taluni casi veniva considerata un potente antiafrodisiaco. Infine, secondo le culture orientali, la ninfea simboleggia l'alba, il sorgere del sole in tutta la sua bellezza.
Collegate alle ninfee ci sono varie leggende e miti. Tra i vari miti c'è ne uno particolarmente affascinante.
Il Mito racconta che tre ninfe, che per la mitologia greca erano delle giovani e bellissime dee legate alla natura e alla fertilità, andassero in giro per il mondo a raccogliere semi, frutti, sassi e parti di terra delle zone più fertili e feconde. Ad un certo punto, attratte dal cielo limpido ed azzurro, di una particolare zona del pianeta, dove vi era solo del mare, iniziarono a danzare facendo cadere in acqua tutto quello che avevano raccolto. Il mare si illuminò come un arcobaleno e dalla sua schiuma emersero tre promontori proprio nel punto dove ciascuna ninfa aveva danzato.
Lo spazio fra i promontori che oggi tutti conosciamo come Capo Peloro, Capo Passero e Capo Lilibeo, si riempì creando un’isola, nuova e rigogliosa, a forma di triangolo, chiamata Trinacria.
Ecco qualche scatto 







Spero che le foto vi siano piaciute.
Grazie per la vostra visita e a presto!!