Il Lago di Carezza, incastonato tra i fitti boschi di abeti ai piedi del massiccio del Latemar, è un vero e proprio paradosso cromatico. Non a caso, nella lingua ladina, è chiamato Lec de Ergobando: il Lago dell'Arcobaleno.
1. IL VERDE DELL'ACQUA: UN CRISTALLO LIQUIDO
L'acqua di Carezza non ha un colore statico; è un prisma che reagisce alla luce e alla profondità.
Il Verde Smeraldo e Malachite: Nelle zone più profonde, il colore vira verso un verde intenso, quasi materico, che ricorda la pietra preziosa. È una tonalità fredda e purissima, dovuta alla limpidezza dell'acqua di sorgente e ai minerali presenti sul fondo.
Trasparenze Turchesi: Dove il fondale risale, il verde si schiarisce in sfumature acquamarina e turchese, creando un contrasto netto con il bianco calcareo delle rocce sommerse
2. Il Verde della Vegetazione: Una Cornice di Resina
Il bosco che circonda il lago è dominato dall'Abete Rosso, noto anche come "l'abete di risonanza" (usato per i violini Stradivari). A differenza del verde brillante dei prati alpini, gli aghi degli abeti offrono una tonalità cupa, solenne, quasi nerastra se visti in controluce.


















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